Lezioni di vita: l’esperienza di Gennaro Giudetti nella scuola di Trescore Cremasco
Gennaro Giudetti ha condiviso con gli studenti la sua esperienza umanitaria, affrontando temi cruciali come i diritti umani e la cittadinanza attiva
i sono lezioni che non si trovano sui libri di scuola e storie che riescono a superare i confini della teoria per trasformarsi in testimonianza diretta. È quanto accaduto alla scuola secondaria di Trescore Cremasco, dove la palestra dell’istituto si è trasformata, per una mattinata, in una finestra aperta sulle aree più critiche del pianeta. Ospite dell’incontro è stato Gennaro Giudetti, operatore umanitario di fama internazionale e autore del libro Con i miei occhi, che ha dialogato con gli studenti delle nove classi dell’istituto raccontando la propria esperienza maturata in quindici anni di missioni sul campo.
Giudetti, che nel corso della sua carriera ha collaborato con organizzazioni internazionali come Organizzazione delle Nazioni Unite, FAO, Medici Senza Frontiere e Operazione Colomba, ha scelto di confrontarsi con i ragazzi portando testimonianze dirette dai contesti di guerra e dalle emergenze umanitarie vissute in prima persona. Un incontro nato dal coordinamento della professoressa Lucia Gravaghi e sostenuto dall’intero corpo docente con l’obiettivo di rendere concreta e tangibile l’educazione civica affrontata quotidianamente in classe.
Durante il confronto sono stati affrontati temi centrali come la tutela dei diritti umani, il ruolo delle ONG nei conflitti armati e nelle emergenze internazionali, ma anche il valore della comunicazione globale in un’epoca caratterizzata da immagini e notizie in tempo reale che spesso non aiutano a comprendere davvero la complessità della realtà. Grande attenzione è stata dedicata anche al concetto di cittadinanza attiva e responsabile, partendo dai comportamenti quotidiani vissuti a scuola, in famiglia e nelle relazioni con gli altri.
Gli studenti hanno partecipato con interesse e maturità, trasformando l’incontro in un dialogo autentico e privo di retorica. Tante le domande rivolte all’operatore umanitario: dalle motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa scelta di vita alle emozioni vissute nelle missioni, passando per il percorso formativo necessario per operare nei territori di guerra fino agli aspetti più duri e delicati della sua esperienza, come la paura, i bombardamenti, la distruzione e le perdite umane.
L’iniziativa si è conclusa lasciando nei ragazzi la consapevolezza che la storia non è soltanto qualcosa che appartiene al passato, ma un insieme di eventi che continua a costruirsi ogni giorno attraverso le scelte individuali e collettive. Un messaggio forte, che ha reso più vicino ciò che accade nel mondo e ha invitato gli studenti a sviluppare uno sguardo critico e responsabile sul presente.