Cronaca

Caso Sgroi: strategie processuali diverse tra Milano e Bergamo

L'ex sindaco di Rivolta d'Adda affronta accuse di violenza sessuale in due processi distinti, con strategie legali diverse. L'Ordine dei Medici di Cremona parte civile

Giovanni Sgroi

Si delinea un doppio binario giudiziario per il dottor Giovanni Sgroi, l’ex sindaco di Rivolta d’Adda, il chirurgo settantenne accusato di violenza sessuale nei confronti di diverse pazienti.

Il medico, ex primario di Chirurgia all’ospedale di Treviglio, ha deciso di affrontare le accuse mosse dalle procure di Milano e Bergamo percorrendo strade processuali opposte, adattando la propria difesa alla cronologia e alla natura degli episodi contestati.

Per quanto riguarda i fatti più recenti, risalenti al 2024 e avvenuti presso il centro medico polispecialistico di Pozzuolo Martesana, Sgroi ha scelto la strada del rito abbreviato. Il chirurgo ha ammesso le proprie responsabilità e il prossimo 12 maggio, in occasione dell’udienza preliminare, si sottoporrà all’esame.

In questa sede la difesa ha già depositato una consulenza medico-legale volta a spiegare la presenza di un disturbo della personalità. Proprio in relazione al procedimento milanese, l’Ordine dei Medici di Cremona ha revocato la propria costituzione di parte civile, poiché il medico ha già provveduto a risarcire tutte le persone offese.

Lo scenario cambia radicalmente a Bergamo dove, davanti al gup Riccardo Moreschi, il medico ha scelto la via del silenzio e del dibattimento. Si tratta di una decisione tecnica concordata con i legali Domenico Chindamo e Stefano Toniolo, presa anche in attesa di osservare l’evoluzione del processo milanese. Per i due episodi contestati a Bergamo, che risalgono al 2015 e 2016 quando Sgroi era primario a Treviglio, i tempi della giustizia saranno più lunghi: il processo è stato infatti fissato per il 18 marzo 2027. In quella sede, la difesa punterà su un’integrazione della consulenza medico-legale.

Le accuse sostenute dalla pm Chiara Monzio Compagnoni descrivono approcci avvenuti durante le visite: nel primo caso, il medico avrebbe approfittato di una trentaquattrenne stesa sul lettino per un’ecografia, mentre nel secondo avrebbe baciato sulla bocca una paziente di 48 anni che teneva gli occhi chiusi durante la visita. Quest’ultima ha trovato la forza di denunciare solo dopo aver saputo dell’arresto del chirurgo, riferendo alle autorità un episodio che all’epoca dei fatti aveva rimosso.

Nonostante la gravità delle accuse, le due pazienti hanno scelto di non costituirsi parti civili, esprimendo il desiderio di dimenticare l’accaduto, anche se con ogni probabilità dovranno testimoniare in aula. Al contrario, l’Ordine dei Medici di Cremona ha confermato la propria costituzione di parte civile nel procedimento bergamasco.

Sgroi, appartenente all’albo cremonese, resta attualmente sospeso in attesa della conclusione dei procedimenti penali e disciplinari. Il presidente dell’Ordine, Andrea Morandi, ha ribadito il valore simbolico dell’azione legale, confermando che ogni eventuale risarcimento sarà destinato a progetti in favore delle vittime di violenza.

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