Scuola e Università

“Adolescenti e sostanze psicoattive”: educazione, prevenzione i il ruolo degli adulti

Serata di approfondimento sull’uso improprio del protossido d’azoto, promossa dalle scuole dell’Ambito 14 e partecipata dalla cittadinanza

Dottoresse Marnini, Resconi e Attilio Galmozzi
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Promossa dall’Istituto Comprensivo Crema Uno ha riscosso successo la serata di ieri in Sala Giorgio Costi, dal titolo “Adolescenti e sostanze psicoattive”, rivolta a genitori, educatori ed operatori scolastici. L’obiettivo era quello di offrire strumenti per cercare di comprendere un fenomeno, quello dell’utilizzo di sostanze psicoattive nell’età adolescenziale, ed in particolare quella che viene chiamata la “droga del sorriso”, in maniera da poter avere maggiore consapevolezza per cogliere i segnali di disagio e affrontare il tema con i ragazzi.

La serata completa quanto programmato nel progetto triennale Scuola in Ascolto, finanziato da Regione Lombardia e coordinato nel territorio dal Consultorio Familiare Diocesano Insieme incaricato dall’Istituto Galilei, scuola capofila dell’Ambito 14. Per questo, ad introdurre la serata è stata la dirigente scolastica Paola Orini, la quale ha ricordato i 18 istituti scolastico facenti parte dell’Ambito 14 (dal Comprensivo di Rivolta a quello di Soncino passando per tutti gli istituti di Crema e del Cremasco ndr), ed il team di psicologi e professionisti che ha curato le diverse fasi del progetto, che ha quale elemento centrale l’alleanza tra giovani ed adulti, per promuovere quel benessere complessivo che deve caratterizzare una vera comunità educante, in grado di ascoltare i ragazzi e intervenire tempestivamente.

“La scuola deve ascoltare i problemi e cercare di affrontarli coinvolgendo tutte le componenti, docenti, genitori, studenti, territorio – ha detto la dirigente Orini nel suo saluto – perché la scuola non è mai qualcosa di avulso dal territorio in cui è collocata”.

Preceduto dai saluti del dirigente scolastico dell’IC Crema Uno, Attilio Maccoppi, il quale si è detto “onorato perché la tematica è importante e di stretta attualità anche nella fase preadolescenziale, fascia d’età che interessa gli Istituti Comprensivi”, e da quelli dei due consiglieri regionali Matteo Piloni e Riccardo Vitari, l’incontro è entrato nel vivo moderato dalla psicoterapeuta e operatrice del progetto Scuola in Ascolto nonché referente territoriale dell’Ordine degli Psicologi di Cremona Simona Marnini.

La dott.ssa Marnini ha avviato la discussione citando alcuni dati: “Nell’ultimo anno tre adolescenti su dieci fanno uso di sostanze stupefacenti, sei su dieci giocano d’azzardo, il 47 % degli utenti in carico ai servizi specialistici dichiarano che hanno fatto uso di sostanze dai 13 ai 19 anni”, pertanto, l’età in cui si inizia ad assumere sostanze proibite continua ad abbassarsi, ed è per questo che è fondamentale fare prevenzione.

Sono state proprio le sostanze psicoattive in adolescenza, il focus di tutto l’incontro, partendo dall’analisi della realtà odierna, con l’approfondimento dedicato all’uso improprio di protossido d’azoto, o com’è noto ora, “droga del sorriso”, sostanza che preoccupa, in quanto facilmente reperibile. A parlare di questo, per la parte medica trattata con un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo adeguatamente ancorato al rigore scientifico, il dottore Attilio Galmozzi, presidente del consiglio comunale cittadino e già consigliere provinciale, ora alla guida della struttura sanitaria di Soncino, dopo una lunga esperienza presso il Pronto Soccorso del Maggiore.

Il dottore Galmozzi nella sua presentazione è partito dal riferimento alla morte causata proprio dall’uso improprio di protossido d’azoto di un giovane pugliese nel 2024: il protossido di azoto è un gas comburente inodore e insapore a temperatura ambiente, scoperto nel settecento impiegato in tanti processi industriali, anche di natura alimentare, anche come propellente per erogatori di panna montata o sifoni.

Usato a scopo terapeutico, ad esempio quale anestetico non comporta rischi, ma utilizzato in maniera impropria come purtroppo sta capitando, può procurare gravi danni, causando anche il decesso, ha specificato Galmozzi. A completare le relazioni, quella della psicologa e psicoterapeuta Gloria Resconi, che si è concentrata nel guidare il pubblico a comprendere cosa cercano gli adolescenti, per leggere i segnali di rischio, rafforzare i fattori protettivi e comunicare in modo efficace e non giudicante. “Quando si parla di dipendenza è importante capire come si manifesta, quando preoccuparsi, quale può essere il ruolo degli adulti”, ha concluso la dottoressa Resconi, chiarendo come la prevenzione è relazione, “perché quando un ragazzo si sente visto, la necessità di anestetizzarsi diminuisce”.

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