Zone di Innovazione e Sviluppo, si parte: territorio in corsa per agroalimentare e cosmesi
Pubblicato l'avviso: si sviluppa attraverso un percorso a due fasi che mette a disposizione oltre venti milioni di euro per trasformare i territori in poli di eccellenza tecnologica
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Regione Lombardia ha avviato l’istituzione delle Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), un modello di azione pubblica volto a rinvigorire la competitività del sistema produttivo territoriale. Sul bollettino ufficiale è stato pubblicato l’avviso: il bando si sviluppa attraverso un percorso a due fasi che mette a disposizione oltre venti milioni di euro per trasformare i territori in poli di eccellenza tecnologica.
La prima fase di preselezione invita i partenariati a presentare un Masterplan strategico che delinei la visione di sviluppo dell’area interessata. In questo stadio, la Regione sostiene le spese di progettazione con contributi a fondo perduto che possono raggiungere i centomila euro, coprendo la metà dei costi necessari per definire l’assetto della futura zona. Solo i progetti che supereranno positivamente questo vaglio potranno accedere alla seconda fase, caratterizzata da una negoziazione diretta con gli uffici regionali per stabilire i dettagli del Piano Strategico definitivo e sbloccare i finanziamenti per gli investimenti strutturali.
L’accesso a queste opportunità richiede la formazione di partenariati pubblico-privati solidi e multidisciplinari. È infatti necessaria la presenza congiunta di operatori economici come imprese e startup, enti della pubblica amministrazione, centri di ricerca e soggetti del terzo settore. Il capofila deve essere un soggetto di natura privata (impresa, fondazione o ente a maggioranza privata). Questa sinergia è fondamentale per dare vita a una struttura “hub & spoke”, dove un nucleo centrale coordina una rete di nodi territoriali, integrando spazi fisici come laboratori e coworking con servizi virtuali avanzati e consulenze specialistiche.
Per il territorio cremonese, le Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Politecnico di Milano coordineranno insieme il masterplan sull’agroalimentare, che raggrupperà soggetti tra Cremona, Lodi, Mantova e parte di Brescia, grazie all’intesa firmata nell’ottobre scorso dai presidenti delle quattro province per puntare su un distretto interprovinciale dell’innovazione capace di unire imprese, enti pubblici, università, ricerca e società civile.
Non solo: nel Cremasco il fronte aperto è per la realizzazione di una Zis dedicata alla cosmetica, con il coinvolgimento di privati, dell’Area omogenea e di Consorzio.it. A inizio 2026 infatti una delegazione delle istituzioni cremasche aveva incontrato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, per spingere nella direzione della creazione di una vera e propria Cosmetic Valley lombarda, un punto di riferimento nazionale e internazionale. Il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, ha spesso sottolineato la vocazione del territorio verso il settore della cosmesi. La Zis rappresenta un’opportunità proprio per creare nuove opportunità, creando ricchezza e distribuendola sul Cremasco. In questo senso è fondamentale il dialogo tra imprenditoria privata e le istituzioni per perseguire, nella stessa direzione, l’obiettivo comune.
Gli investimenti previsti dal bando regionale riguardano il potenziamento di infrastrutture di ricerca e l’erogazione di servizi che facilitino il trasferimento tecnologico verso il mercato. Per la realizzazione di queste opere, i contributi in fase attuativa possono arrivare fino a quattro milioni di euro per singola infrastruttura. Le domande per la fase iniziale potranno essere presentate a partire dalla mattina del 3 marzo 2026, seguendo una procedura di valutazione a graduatoria che prevede finestre trimestrali di analisi. Fondamentale per la candidatura rimane l’appoggio ufficiale della Provincia di riferimento, garantendo così la coerenza del progetto con le esigenze specifiche del territorio lombardo.