Cronaca

Bunker antiaereo a Crema, Tuzza:
"Struttura in buone condizioni"

La calotta in cemento armato del rifugio che affiora dal piano di campagna dentro gli Stalloni
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Crema non smette mai di stupire, soprattutto quando entra in gioco la storia contemporanea della città. L’ultima scoperta infatti realizzata dagli speleologi di Underground Brescia, insieme allo storico cremasco Alberto Tuzza, è quella di un rifugio sotterraneo antiaereo risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale, situato nell’area Stalloni. Underground Brescia lo aveva segnalato proprio a Tuzza nel corso dell’estate passata.

Il luogo era già conosciuto dalla generazione del dopoguerra, ma solo nelle scorse ore è stato effettuato un primo rapido sopralluogo dall’esperto di storia cremasca, insieme a due suoi soci appassionati, Giorgio ed Italo. A quanto risulta si tratta dell’unico rifugio costruito in città proprio a scopo di difesa dei bombardamenti, differente rispetto ad altri nascondigli che generalmente erano solamente cantine e locali sotterranei adatti al ricovero. Si stima che la sua costruzione avvenne intorno al 1937, in quanto non presente nelle mappe sotterranee del 1936.

La struttura ad 80 anni di distanza è rimasta in buone condizioni dal momento che fino agli anni70 veniva utilizzata come scantinato. A causa delle piogge, però, l’entrata è ostruita dai detriti e dal terriccio, mentre il secondo ingresso è stato murato.

“Siamo tornati con una telecamera endoscopica – spiega lo storico cremasco Alberto Tuzza – abbiamo fatto alcune riprese all’interno per valutare la possibilità di esplorarlo, abbiamo visto che comunque l’interno è ancora agibile e in buone condizioni. Il bunker è stato proprio costruito appositamente con tutte le cautele del caso, c’è una scala di accesso, e una grande stanza che non siamo riusciti ad esplorare perché allagata. Prevediamo di fare una nuova esplorazione con un’attrezzatura adeguata per fare dei rilievi e una mappatura più accurata”.

Un nuovo frammento della storia cremasca sta per essere riportato alla luce, anche l’amministrazione comunale è stata avvisata del reperto. Adesso si attendono nuovi sviluppi per un sito che potrebbe diventare una delle scoperte più affascinanti del territorio, oltre a poter essere un luogo utilizzato a meri fini scolastici.

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