Spettacolo
Nancy Brilly al San Domenico:
ultimi posti per “Il Padrone”
Nancy Brilli nello spettacolo “Il Padrone”
Dopo la pausa natalizia, ricomincia la stagione teatrale 2025/2026 del Teatro San Domenico. L’anno nuovo comincia con una commedia. Protagonista è Nancy Brilli il cui nome non ha certo bisogno di presentazioni. Lo spettacolo racconta la storia di una coppia di servi che sogna la ricchezza lasciata dal padrone ebreo, denaro che poi ritorna a lui e quindi le loro speranze vengono negate.
Il primo spettacolo in programma è, infatti, “Il padrone” di Gianni Clemente, regia di Perluigi Iorio, la cui data era stata posticipata dall’11 al 24 gennaio 2026 alle ore 21,00. La pièce vede sul palco, al fianco di Nancy Brilli, gli attori Fabio Bussotti e Claudio Mazzegna.
Lo spettacolo è tratto da “L’ebreo”, uno dei testi più avvincenti di Gianni Clementi, nel quale albergano diversi temi storicamente legati a un tempo apparentemente lontano che risultano ancora oggi tristemente attuali.
In uno spettro ampio che va dalla commedia alla tragedia, la storia ruota intorno a due figure preminenti: il padrone ebreo, personaggio continuamente citato, mai fisicamente presente in scena ma avvinghiato alla coscienza di Marcello Consalvi, suo fedele ragioniere, e Immacolata, donna bellissima e volitiva, allo stesso tempo cinica e, a tratti, violenta, a sua volta vittima di un’infelicità latente che prova a mascherare con un’ostentata consapevolezza di sé.
Il primo concede alla famiglia Consalvi una sorta di “sogno a tempo”, con la speranza di rientrare in possesso dei suoi averi una volta tornato. La seconda afferra quel sogno per cristallizzarne il tempo e farlo diventare solida realtà; attua, dunque, la scalata sociale cui da sempre ambisce, anche a costo di calpestare altre persone. Perenne carnefice del marito Marcello, la signora Consalvi non perde occasione per denigrarlo, anche davanti agli amici, buttandogli in faccia continuamente la sua inadeguatezza per il nuovo stato sociale.
“Con una grande attenzione ai ritmi serrati e coinvolgenti e alla musica, riusciamo a mettere in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire e creare suspence, regalare sentimenti di tenerezza e, a volte, indignare per la meschinità svelata dai personaggi: saranno tante le emozioni che porteranno ad un finale decisamente inatteso.” – ha dichiarato Pierluigi Iorio.
Con l’entrata in vigore delle leggi razziali italiane, nel 1938, si diffuse, tra gli ebrei, la pratica di intestare a dei prestanome fidati i propri beni, per metterli al riparo da probabili espropri per poi rientrarne in possesso in tempi migliori. Per questo motivo, Marcello e Immacolata Consalvi si ritrovano ricchi dall’oggi al domani, intestatari di quattro appartamenti e due negozi del loro padrone, catturato e deportato lontano dall’Italia. La fine della guerra coincide con l’inizio dell’attesa per i coniugi Consalvi.
L’azione si svolge nel 1956: nevica a Roma e le esitazioni di Marcello, ligio dipendente che mai aveva dubitato del ritorno del padrone, cominciano pian piano a sciogliersi sotto le certezze di Immacolata, sicura invece della sua morte. Proprio mentre si consolida la loro nuova condizione sociale ed economica, dopo tredici anni, il padrone bussa alla porta per reclamare le sue proprietà. Immacolata, però, non intende rinunciare a quella vita cui, ben presto, si è abituata; convince, dunque, il marito a barricarsi in casa negandosi anche a conoscenti e amici. Sull’orlo di una crisi di nervi, dopo giornate trascorse come reclusi, la donna decide che l’unico modo per porre fine all’incubo sia eliminare l’ebreo. Da quel momento si succedono i colpi di scena, fino ad arrivare al finale della commedia con un evento tanto imprevedibile quanto inaspettato.
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