Oratorio della Pietà:
il progetto di restauro
Ha preso piede il progetto di restauro di uno dei luoghi spirituali più cari ai parrocchiani di San Bernardino, che prevede di mettere in sicurezza e riportare alla libera fruizione il piccolo Oratorio della Pietà, edificato a ponte della roggia Menasciutto, adiacente all’incrocio tra via Brescia e via Ricengo. La storia dell’edificio è particolarmente lacunosa e di
difficile ricostruzione, brevi accenni ci sono stati tramandati soprattutto dalle visite pastorali succedutesi nel corso dei secoli.
Sembra che un primo Sacello per la preghiera sia stato edificato nel 1611, mentre in altri appunti viene specificato che nel 1650 furono intrapresi lavori di ampliamento con la costruzione di una casetta ad uso di un religioso dedito alla cura del
luogo e alla raccolta delle offerte. Al 1658 risale la prima segnalazione di un possibile pericolo di crollo, e nel diciottesimo secolo l’Oratorio si presentava ormai in rovina. Le autorità Vescovili decisero di costruire un nuovo Oratorio sulle rovine del
vecchio mantenendo le stesse dimensioni e luogo dell’originale: il 7 settembre del 1760 fissa la data di comple12 tamento dei lavori.
Non è dato sapere perché la ricostruzione sia avvenuta lì, a ponte di una roggia, le ipotesi proposte si riferiscono alla volontà di benedire l’acqua che andava ad irrigare i campi o forse per un miracolo avvenuto proprio all’incrocio delle vie. L’Architetto Maria Luisa Martinelli, che presiederà l’iniziativa insieme all’Architetto Paolo Monaci, si è gentilmente resa disponibile a rispondere a qualche domanda in merito ai lavori di restauro, che il Parroco considera possano iniziare entro
la fine dell’estate, ottenuti i permessi necessari.
La struttura presenta problemi di fessurazione di una certa gravità in diversi punti, come una colonna del pronao, o al lato
Nord della campata centrale che presenta una fessurazione che da metà parete sale fino al cornicione, arrivando a ledere la volta a crociera. Tutte queste problematiche necessitano di un intervento mirato di sistemazione strutturare, atte ad evitare il peggioramento della situazione.
Le cause principali vengono fatte risalire all’umidità del terreno circostante, lo stato precario delle fondamenta, nonché, come prevedibile, la presenza della roggia Menasciutto che scorre al di sotto della chiesa, già causa di un primo crollo antecedente il rifacimento. Il progetto prevede di asportare la pavimentazione della chiesa (frutto di un precedente restauro moderno) per verificare lo stato di conservazione del “tombone”, ovvero la volta che ricopre la roggia, e risolvere eventuali problematiche. Ulteriore causa di dissesto della struttura sono le vibrazioni del suolo causate dal traffico (specialmente
di mezzi pesanti) che transita sulla adiacente via Brescia.
Per porre rimedio a queste situazioni si è deciso di creare uno scannafosso, cioè togliere la parte di terreno addossata alla chiesa, provvedendo a inserire una protezione alla parte fondazionale e un sistema di drenaggio delle acque piovane, preservando in questo modo le murature, costituendo inoltre da isolante nei confronti delle vibrazioni. Il nuovo restauro sarà fedele all’utilizzo di materiali tradizionali, come l’impiego della calce a sostituzione del cemento utilizzato in interventi precedenti e che presenta problemi di fessurazioni, rottura e distacchi d’intonaco. Internamente si provvederàa valorizzare lo stato delle opere pittoriche della volta a crociera e dell’altare, rappresentate dagli affreschi dei fratelli Fabrizio e Bernardino Galliani, illustri decoratori settecenteschi molto attivi nel territorio cremasco. A completamento dell’opera si prevede di ripristinare lo stato dei portoni, delle finestre e delle campane; e di istallare un nuovo impianto di illuminazione e un impianto di anti intrusione, che permetterà di ricollocare opere originariamente ospitate al suo interno come il tabernacolo e una tela di Mauro Picenardi raffigurante la Pietà, oggi conservata nella chiesa parrocchiale.
Nelle speranze dei restauratori c’è anche la possibilità di ritrovare sulla parete esterna rivolta a Nord tracce di un affresco raffigurante la Pietà, documentato da reperti fotografici degli anni settanta, dove oggi trova luogo il pannello mosaicato ritraente lo stesso soggetto opera del pittore Folcini.