La Comunità Socialista Cremasca verso i prossimi rinnovi amministrativi
Ribadito il negativo giudizio sulle modifiche della Costituzione, decise nel periodo del federalismo modaiolo del passato, soprattutto in materia, sanitaria, oggi esaltate dalla conflittualità in corso, tra lo Stato e le Regioni, sui provvedimenti limitanti la diffusione del coronavirus,
la Comunità socialista cremasca, in vista dei prossimi rinnovi amministrativi, ritiene altresì opportune alcune riflessioni sulle conseguenze derivanti dalle varie leggi intercorse, in ordine alla separazione delle responsabilità politiche rispetto a quelle delle strutture burocratiche.
Contrariamente alle previsioni del legislatore, infatti, in questi anni i miglioramenti attesi, in termini di efficienza e di produttività delle amministrazioni pubbliche, non si sono per nulla realizzati, al pari dei risparmi nei costi degli iter procedurali, pure promessi.
La semplificazione e la qualità della vita politica, alla luce del narcisismo di molti “governatori e primi cittadini”, del numero sproporzionato di liste civiche, della loro ipocrita attestazione di essere estranee ai partiti, quando ne concordano il sostegno elettorale, restano delle chimere.
Pari valutazioni meritano altresì diversi effetti della legge n. 81 del 1993, che insieme alla elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia, ( a decorrere dell’anno 2000 anche del Presidente della regione), ha portato a sistemi e prassi presidenzialiste, ridotto e squilibrato il rapporto politico – amministrativo nella gestione dei governi locali, demotivato le riunioni consiliari, svuotate di competenze, largamente assegnate alle Giunte.
Nel complesso e contradditorio quadro appena sintetizzato, la Comunità socialista cremasca, ritiene utile l’avvio di confronto politico nella nostra zona, sui temi richiamati, partendo proprio dal rilancio dei valori della democrazia e della partecipazione attiva, ridimensionati dagli attuali assetti istituzionali dei Comuni.
Al di là delle norme vigenti, a partire dalle prossime elezioni che si terranno a Rivolta D’Adda, Spino d’Adda, Palazzo Pignano, Pianengo, Izano, Cremosano e Campagnola, nella primavera 2021, nonché a Credera Rubbiano e Crema nel 2022, riteniamo importante individuare e modulare, ovunque, forme di confronto aperte a tutti gli eletti, oltre a quelle previste dalla legge.
Ciò premesso, la Comunità socialista cremasca, ritiene, nel momento che stiamo attraversando, prioritario ogni sforzo teso al superamento degli squilibri sociali, delle ingiustizie economiche e delle distanze tra chi ha il posto fisso e chi, non avendo un reddito sicuro, rischia di uscire dal mercato del lavoro senza tutele e senza protezioni.
In generale, nei Comuni inferiori ai 15000 abitanti, ci adopereremo per la formazione di coalizioni rappresentanti le diverse sensibilità del centro sinistra, con una spiccata condivisione degli indirizzi strategici del territorio, come preambolo delle scelte amministrative locali, nonchè prima di ogni discussione sui candidati sindaci.
Nella città capo comprensorio, esplicitamente ci poniamo l’obiettivo della presentazione di una lista espressamente di area socialista, a cui potremmo rinunciare solo a fronte di rilevanti novità, comunque rispettose e riconoscenti la nostra storica identità.
In questa ottica, ci rivolgiamo ancora una volta al potenziale e tuttora disperso elettorato socialista, perché, nei prossimi mesi, ci aiuti a rafforzarci e quindi a rientrare nella più importante amministrazione comunale del Cremasco, orgogliosamente con le nostre forze, senza chiedere ospitalità ad altre liste o partiti.