Cronaca

La Giunta di Crema sostiene l'iniziativa nazionale della Rete RE.A.DY sulla Legge Zan

Si è tenuta ieri, presso la Camera dei deputati, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nazionale di Rete RE.A.DY per l’approvazione di un Odg a sostegno del ddl contro l’omotransfobia e la misoginia da parte delle Amministrazioni locali aderenti alla Rete.

Sono intervenuti i deputati Alessandro Zan (Pd), relatore del testo di legge unificato, e Mario Perantoni (M5s), presidente della Commissione Giustizia della Camera, Trianda Loukarelis, direttore dell’Unar, Marco Giusta, assessore ai Diritti del Comune di Torino e coordinatore nazionale della Rete RE.A.DY.

Aderendo a questa iniziativa nazionale dei partner della Rete RE.A.DY – di cui anche Crema fa parte – con una propria deliberazione la Giunta comunale della città di Crema ha ufficializzato la propria posizione in merito al fenomeno dell’omo-transfobia, approvando un testo che invita il Legislatore ad adeguarsi alla risoluzione del Parlamento Europeo  del 18 gennaio 2006  avente ad oggetto il fenomeno dell’omofobia in Europa, a dare piena attuazione alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul 2011) e auspicando che il Parlamento approvi il testo unificato adottato dalla Commissione Giustizia il 14 luglio u.s., cioè il disegno di Legge Zan che ha l’obiettivo di estendere le protezioni attualmente in vigore per le etnie e l’orientamento religioso – previste dalla cosiddetta legge Mancino del 1993 – all’orientamento sessuale: il testo di legge prevede di punire col carcere chi commette violenza o incita a commettere violenza nei confronti di un’altra persona sulla base dell’orientamento sessuale.

“L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non avere una legge che protegga adeguatamente le persone della comunità LGBTQI+”, ricorda l’assessore alle Pari opportunità, Emanuela Nichetti. “Ci sono ormai numerose, indiscutibili e purtroppo anche tragiche evidenze che confermano l’urgenza di una legge che preveda misure speciali di protezione nei confronti dei gruppi più vulnerabili e li difenda dai crimini motivati dall’odio, dalle discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, dalle limitazioni arbitrarie e lesive dei diritti fondamentali.  E c’è bisogno di una legge che, a fianco di tali misure, preveda strategie e azioni di prevenzione che promuovano in ogni ambito la cultura del rispetto e dell’inclusione”.

Il Comune di Crema ha intrapreso diverse iniziative in questo ambito, sia tecnicamente che dal punto di vista culturale: dal riconoscimento di figli delle coppie omogenitoriali da parte del sindaco Stefania Bonaldi, che ha avocato a sé il ruolo di Ufficiale di Stato Civile, all’adesione alla rete RE.A.DY, passando per la ‘Guida Arcobaleno’ e dallo sviluppo di forme di accoglienza dei turisti LGBT, fino alla collaborazione con Arcigay Cremona per concordare progetti per contrastare e prevenire l’omo/lesbo/bi/trans/fobia.

Sulla base di queste convinzioni e di queste azioni, la deliberazione della Giunta verrà trasmessa al presidente della Camera dei Deputati, alla presidente del Senato della Repubblica, alla Commissione Pari Opportunità, Servizio Civile, Politiche Giovanili e Sport dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) “per promuovere azioni, nelle opportune sedi, volte a favorire l’adozione di norme che tutelino la piena libertà e parità delle persone LGBTQ+”.

“I diritti non sono ideologizzabili, sono e basta e nessuno ha il diritto di dire come gli altri devono essere, o vivere – commenta il primo cittadino – L’unico limite del diritto è che non sia eterolesivo, non arrechi danno a chi ci è prossimo, non leda i diritti altrui. In tal senso una legge che tuteli da queste specifiche ed intenzionali violazioni dei diritti le persone LGBTQ+ non può che essere un traguardo di civiltà e di consapevolezze e in tal senso ne auspichiamo la approvazione”.

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