Cronaca

Associazione Bigenitori: 'Per il registro nessun interesse dal Cremasco'

Sono passati due anni da quando l’Associazione Bi.Genitori Diritti dei Minori – Cremona & Mantova, ha inoltrato a tutti i Comuni del cremasco una proposta di Delibera per l’istituzione del “Registro della Bigenitorialità” e del doppio domicilio. Uno strumento amministrativo che non comporta nessun costo per le casse comunali, ma che con la sua adozione consente e facilità le comunicazioni che riguardano i figli minori, tra Enti e genitori separati, in particolare in un momento come questo che stiamo attraversando.

Previsto dalla legge 54/2006 tutte le scelte che riguardano i figli minori di genitori separati devo essere prese di comune accordo ed in alcuni casi (come per la scuola) anche con la presenza della doppia firma – circolare MIUR del 2 settembre 2015 Ad oggi nelle Province dove principalmente opera la nostra associazione (Cremona, Mantova, Brescia e Lodi) sono già oltre 50 i Comuni dove è stato approvato e adottato il registro.

Massimo Brugnini, presidente dell’associazione spiega, in questi due anni dei circa 48 Comuni del territorio cremasco solo il Comune di Crema con delibera nr.68 del 29/10/2018 ha approvato la nostra proposta di delibera, anche se inizialmente c’è stato qualche timido segnale da parte di qualche amministrazione, oggi siamo ancora una volta a segnalare un totale non interesse da parte dei Comuni che rispondo alle nostre proposte di delibera.
Con l’inizio del mese di settembre (con qualche aggiornamento inserito nel rispetto dell’emergenza sanitaria) abbiamo ripreso con l’invio presso tutti i Comuni della nuova proposta di delibera. aggiornata con le indicazioni per la salute, la scuola e le attività sportive, ma dalle prime risposte che riceviamo il trend è sempre lo stesso. Nessun interesse dal cremasco.

L’approvazione e la successiva adozione del Registro non è un obbligo da parte dei Comuni, vuole essere una opportunità che le amministrazioni possono offrire ai loro cittadini, in particolare a tutti i genitori separati che spesso con le sentenze dei Tribunali riconoscono l’affido dei figli minori condiviso, ma che purtroppo nel maggior parte dei casi il collocamento e la rispettiva residenza è solo presso uno dei due (nel 96% dei casi presso la mamma), una carenza del legislatore che con una corretta applicazione del Registro può riconoscere ed indicare anche il domicilio del genitore non collocatario.

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