Cronaca

Arci Ombriano. Ieri sera Corada per il NO al referendum

A 20 giorni dall’appuntamento referendario si muove qualcosa anche nel Cremasco, ed in particolare tra chi invita a votare No al referendum costituzionale, confermativo della riforma proposta dal Movimento 5 Stelle e votata a larga maggioranza dalle Camere lo scorso anno. La consultazione, complice il Covid è stata rinviata ed ora in molte regioni si svolgerà in concomitanza con le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali. Tema complesso quello del quesito referendario, che sostanzialmente si propone di ridurre il numero di deputati e senatori, senza associare i necessari interventi sul meccanismo di elezione, che completerebbero l’intervento, al momento monco, come sottolineato da più di 200 costituzionalisti degli Atenei italiani i quali nei giorni scorsi hanno firmato un appello. Di questo avviso il presidente provinciale Anpi Gian Carlo Corada, che intervistato dal giornalista Antonio Guerini si è intrattenuto con i presenti nell’ambito di un’iniziativa organizzata dal circolo di Ombriano dell’Arci.
Niente quorum. Data infelice perché non consente di sviluppare una reale campagna elettorale, tuttavia l’ex sindaco di Cremona ed ex presidente della provincia, ci tiene a sottolineare l’autonomia dell’Anpi, che pur non facendo parte dei nove comitati per il NO, intende mobilitarsi per respingere il quesito referendario, ricordando l’importanza di recarsi alle urne perché essendo un referendum costituzionale, non ha bisogno della partecipazione della maggioranza più uno degli elettori per avere validità.
Solo taglio numerico. Corada ricorda come l’Anpi anche nel 2016 ha sostenuto la campagna per il No al referendum sulle modifiche costituzionali proposte dall’allora premier Renzi e poi bocciate dagli elettori: “In quel progetto di riforma si riduceva anche il ruolo del Senato, qui c’è solo un taglio numerico di parlamentari, che diventerebbero 200 al Senato e 400 alla Camera” dice Corada che aggiunge, “non si parla di sistema elettorale, e ancor più del sistema elettorale del Senato, che rimanendo quello attuale su base regionale, avrebbe come conseguenza la mancata rappresentanza dei territori più piccoli”.
Gli stipendi. Il presidente Anpi riconosce che argomenti di questa portata non hanno particolare appeal sull’opinione pubblica, considerata la crisi che investe le Istituzioni parlamentari per i fenomeni degenerativi degli ultimi tempi ed allora si chiede: “Perché non intervenire sugli stipendi dei parlamentari, anziché sul numero degli stessi? Una diminuzione del numero dei parlamentari non significa avere deputati di qualità maggiore, saranno sempre nominati, con i meccanismi noti dalle segreterie di partito”. Passata questa fase nella quale ci sarà una blanda campagna referendaria, non si affronteranno più questi temi: “Una vittoria del Sì, visto il numero ridotto di rappresentanti – osserva Corada – creerebbe un’oligarchia con maggiori poteri, accentrati sia sull’Esecutivo che tra quei cosiddetti poteri forti”.
Rapporto popolazione – eletti. Quanto ai costi, sui quali nessun intervento viene fatto, se non la semplice riduzione del numero, che studi evidenziano possa tradursi in una risparmio annuale quantificabile in circa 1 euro per cittadino, addirittura potrebbero anche aumentare, per via della partecipazione di deputati e senatori alle riunioni delle Commissioni permanenti. Queste, in assenza di modifiche ai regolamenti resteranno tali e quali, soltanto che i parlamentari in carica dovranno partecipare a più di una. “Con la vittoria del Sì il nostro Paese sarà l’ultimo in Europa nel rapporto tra popolazione ed eletti, ma paradossalmente saremmo i primi per i costi”, afferma Corada.
Confusione a sinistra. Sollecitato dalle domande del giornalista, Corada si dice deluso dal Partito democratico: “Sono anni che non rinnovo la tessera del Pd, ora ho solo le tessere di Anpi ed Arci e vedo grande confusione anche alla sinistra del Pd, dove pure mi ritroverei”, tuttavia Corada sottolinea come non si possa prescindere dal Pd per un’alternativa di governo. Poi evoca ragionamenti cari all’Anpi: “Siamo antifascisti e dobbiamo sempre ricordare come il fascismo è un crimine e l’antifascismo è l’origine della democrazia, questo è l’unico compito che mi do, in una situazione che vede un’involuzione anche culturale della classe politica”.
Attenti alle modifiche. Nel corso del confronto Corada affronta anche altri argomenti, dalla presenza di una “burocrazia tentacolare”, che limita ogni cosa sia a livello nazionale che territoriale, al Movimento 5 stelle, “arcipelago di posizioni differenti”, dai temi economici, a quelli del lavoro. In chiusura, riproponendo l’obiettivo dell’Anpi di difendere la Costituzione, non si dice contrario a modifiche della stessa. Negli ultimi anni, i tentativi di intervenire sulla Carta hanno fatto ricredere le stesse persone che le avevano proposte, perché “non è che non si possono fare le modifiche, ma bisogna stare molto attenti e porre il tema delle riforme, attraverso una grande discussione popolare, evitando la riduzione della partecipazione delle masse, a favore di un potere maggiore dell’Esecutivo”.
Ilario Grazioso

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