Voucher Trenord post-lockdown. Le spiegazioni dell'azienda e la reazione dei pendolari
I clienti di Trenord che hanno acquistato e non utilizzato, a causa del lockdown, un abbonamento per il mese di marzo 2020 o un abbonamento Trimestrale o Annuale con validità che comprendeva i mesi di Marzo e/o Aprile, hanno diritto a un voucher di pari valore dell’abbonamento mensile o della quota parte del valore della mensilità non utilizzata per gli abbonamenti Trimestrali/Annuali. Lo stabilisce, a beneficio di tutti gli utenti delle aziende di trasporto pubblico locale, la legge 77 del 17 luglio 2020 che riconosce rimborsi per il mancato utilizzo dei titoli di viaggio nel periodo di emergenza epidemiologica da covid-19.
Per la Lombardia le modalità di applicazione sono state condivise dalle associazioni di categoria delle aziende di trasporto (Anav, AssTra e Agens) e dalle Agenzie per il TPL, riunite lo scorso 3 agosto dall’assessore regionale ai Trasporti, Claudia Maria Terzi. La normativa, in particolare, consente la compensazione attraverso due modalità: il voucher spendibile su tutta l’offerta commerciale di Trenord o il prolungamento dell’abbonamento in corso.
Trenord attiverà i voucher, trattandosi della soluzione più flessibile per agevolare tutte le esigenze dei clienti, in particolare quelli che, per le più diverse ragioni, hanno deciso di cambiare le loro abitudini di viaggio (smart working, fine del ciclo scolastico, …). Da lunedì 10 agosto è, dunque, possibile inoltrare le richieste direttamente dal sito trenord.it. Tutte le domande presentate nei mesi scorsi e sospese in attesa delle disposizioni governative, dovranno essere integrate accedendo alla apposita form on-line allegando il modulo di autocertificazione previsto dalla nuova legge. Il voucher sarà erogato nel valore di una mensilità per gli abbonamenti mensili validi a marzo 2020 e nel valore di una o due mensilità per gli abbonamenti trimestrali o annuali validi a marzo e/o aprile 2020, a seconda dell’effettivo non utilizzo da parte del cliente che avanza richiesta.
Trenord rimborserà mediante voucher tanto i titoli di viaggio solo ferroviari quanto quelli integrati, vale a dire i titoli di viaggio integrati ordinari (IVOL, IVOP, STIBM) e i titoli agevolati (IVOLA) se emessi da Trenord (ogni operatore processerà unicamente le richieste per i titoli di propria emissione). Le domande dovranno essere inoltrate entro e non oltre il 31 ottobre 2020. Secondo le disposizioni regionali, il voucher sarà nominale, non frazionabile, di importo pari al valore delle mensilità non utilizzate. I titolari di abbonamenti acquistati tramite convenzione aziendale potranno inoltrare richiesta al proprio mobility manager, secondo modalità specifiche concordate da Trenord con ogni ente convenzionato.
Non si è fatta attendere la risposta dei pendolari: “Trenord, tramite la sua assistenza telefonica, in questi mesi ha sempre rassicurato noi clienti dicendo che, nel momento in cui si sarebbe ritornati a viaggiare, si sarebbe potuto richiedere un rimborso per i mesi nei quali l’abbonamento non è stato utilizzato. Ora pare che il rimborso possa essere erogato solo per i mesi di marzo e aprile (voucher, no cash), mentre da maggio in poi nulla è dovuto. Secondo Trenord, interpellata nuovamente ieri, avremmo dovuto presentare un rimborso per “rinuncia al viaggio” a maggio (procedura che prevede la riconsegna dell’abbonamento e il rimborso cash con penale del 10%). Ma a maggio telefonicamente assicuravano che non era necessario procedere in questo modo. Se c’è stato un “corto circuito” è opportuno si ponga rimedio. Non sarà possibile il rimborso promesso? Allora chiediamo che Trenord renda retroattivamente possibile la rinuncia al viaggio. Gli abbonamenti sono elettronici, è facile verificarne l’inattività.
Tutto questo è inaccettabile, abbiamo seguito le loro indicazioni, ci siamo fidati, e ora rischiamo una costosissima fregatura. È opportuno che si faccia chiarezza al più presto”.
Il problema sta dunque nel periodo ‘fuori’ dal lockdown, ovvero maggio, secondo i pendolari. Chi ha acquistato a maggio e nei mesi successivi lo ha fatto avendo coscienza dei limiti imposti dall’emergenza sanitaria. Valgono dunque le regole ordinarie, come spiegato sul sito di Trenord, laddove è specificato che tutti i rimborsi non connessi al periodo di lockdown nazionale sarebbero stati gestiti come da regole ordinarie. Pertanto la richiesta di rimborso per non utilizzo del mese di maggio avrebbe dovuto essere fatta prima del periodo di inizio validità (fine aprile per il mese di maggio).