La Fondazione Adi guidata da Cabini svela spazi del nuovo museo del design a Milano
5.000 metri quadrati di ex area industriale recuperati che ospiteranno un altro museo del design a Milano, in sinergia con quello già esistente. Aprirà a fine giugno L’Adi Design Museum che ospiterà le opere premiate dal ‘Compasso d’Oro’ dal 1954 ad oggi.
E c’è anche un po’ di Crema in questo progetto di 10 milioni di euro, che ha visto un copioso aiuto del Comune di Milano, a due passi dal distretto di Porta Nuova (più precisamente in via Ceresio). E’ infatti Umberto Cabini – insieme a Luciano Galimberti – ai vertici dell’Associazione per il disegno industriale, nonché presidente della Fondazione Compasso d’Oro che ha fortemente voluto questa nuova casa d’arte. L’Adi Museum sorge su un vecchio deposito di tram del capoluogo, che aveva poi visto l’insediamento di un grande impianto di distribuzione elettrica dell’Enel. Il progetto porta la firma dello studio Migliore+Servetto Architects e di Italo Lupi, che ne ha disegnato anche la brand identity.
Ieri sono stati svelati gli spazi, alla presenza del sindaco di Milano Beppe Sala e del Governatore della Lombardia Attilio Fontana. Già ad aprile ci sarà un primo evento con la premiazione e la mostra del XXVI Compasso D’Oro Adi, proprio alla vigilia della Design Week. 2.400 opere le opere che, con l’arrivo dell’estate, saranno in esposizione: 70 anni di storia italiana che raccontano usi e costumi della società legati alla filiera produttiva e ai processi di realizzazione degli oggetti. Il museo sarà dotato di una zona restauro, oltre al bookshop, bar e, in futuro, un ristorante che affaccerà sulla struttura.
Soddisfazione per l’industriale cremasco, che aveva vinto il Compasso d’Oro nel 1989 con la cassettiera ‘Boomerang’: “Ci auguriamo che il museo sia non solo un luogo di incontro per gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico degli utenti di un design che migliora la vita di tutti”.
LA FONDAZIONE ADI – Costituita a Milano nel novembre del 2001, per iniziativa di Adi e con il nome ‘Fondazione Adi per il design italiano’. L’anno seguente ha ottenuto il riconoscimento giuridico nazionale. La missione statutaria e le sue risorse umane e finanziarie sono destinate alla tutela e alla divulgazione della cultura del design, ma anche alla promozione della sua eredità storica e delle sue prospettive future, con un impegno particolare a garantire un design sostenibile, rispettoso dell’etica della qualità verso gli individui, la società civile e l’ambiente.
AmBel
Servizio video: Giovanni Rossi.