Casaletto Vaprio: gli affreschi del Barbelli tornano a casa
Presentazione dei lavori di restauro conservativo sull’intero ciclo degli affreschi del pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli (1642 ca.), strappato nel 1946 dalla “Chiesa vecchia” di Casaletto Vaprio e loro ricollocazione
La ex chiesa di San Giorgio, familiarmente: “Chiesa vecchia” (XII sec. ca.), è da sempre un luogo speciale per gli abitanti di Casaletto Vaprio. Al centro del borgo è da secoli testimone di quotidiane abitudini. Una chiesa piccola e di campagna che nel corso del tempo venne impreziosita con stucchi ed opere d’arte che contribuirono a farne risaltare la bellezza. In particolare nella prima metà del Seicento Gian Giacomo Barbelli (Offanengo, 17 aprile 1604 –Calcinato 12 luglio 1656), uno dei maggiori pittori cremaschi dell’epoca, vi realizzerà quello che viene considerato uno tra i più significativi complessi pittorici non solo dell’artista, ma della cultura barocca del nostro territorio.
Un ciclo di affreschi che narra episodi della vita di san Giorgio, circondato da Angeli e Santi, strappati nel 1946 e collocati a Villa Perletta, a San Bartolomeo ai Morti, quartiere di Crema. La Chiesa vecchia, dopo un periodo di decadenza dovuto alla dismissione da luogo di culto viene, nel 1989, venduta al Comune che la destinerà a sede consiliare, biblioteca e sala polifunzionale. Nel corso degli anni l’Amministrazione attuerà diversi interventi finalizzati al recupero della struttura e al restauro di quel che resta dell’apparato decorativo in particolare la pulizia e il consolidamento degli stucchi realizzati da Gaspare Reddi nel 1668 ca. e alcuni lacerti di affreschi risalenti al XV sec. Qualcosa ancora mancava per tornare all’antico splendore.
Ora, 73 anni dopo, in condizioni storiche e sociali completamente mutate, Casaletto ha colmato anche quella lacuna ricollocando naturale sede l’intero ciclo pittorico del Barbelli. Con il ritorno a casa degli affreschi viene restituita piena dignità al monumento più importante di Casaletto, rinsaldando la radice storica della sua identità e ridando un’anima al paese. Notazione non secondaria, infine, è che opere appartenenti a proprietà privata, oltre al valore intrinseco delle
stesse, vengano restituite alla pubblica fruizione.
Gli affreschi saranno presentati martedì 26 novembre, alle 21, in Chiesa Vecchia. All’evento sarà presente il sindaco Ilaria Dioli insieme all’assessore alla Cultura Samuele Zenone, il dott. Barucca della Sovrintendenza, Cesare Alpini – storico dell’arte cremasca – e il restauratore incaricato Paolo Mariani.