Celebrazioni in piazza per il 2 giugno: 'Viva la Repubblica'
Questa commemorazione chiude le nostre celebrazioni del 2 giugno, che da qualche anno, insieme con il Comitato per la promozione dei principi della Costituzione presieduto dalla professoressa Graziella Della Giovanna, che qui ringrazio sentitamente, prevedono anche un momento dedicato ai giovani. La consegna delle costituzioni che si è tenuta giovedì scorso, dedicata a coloro che si affacciano alla vita adulta forti del loro 18mo anno di età, perché la Repubblica è un corpo vivo, dinamico, e cambia ogni volta che una nuova generazione bussa alla porta della società adulta.
Quel lontano 2 giugno 1946 loro non c’erano, per vero non anche molti di noi non c’erano, ma fu una memorabile giornata, che fa parte dei mattoni che formano le nostre famiglie, il nostro Dna. Il 2 giugno l’Italia si fidanzò definitivamente con la democrazia, come ho spiegato ai ragazzi e alle ragazze. Fu un fidanzamento ufficiale, come si usava una volta, celebrato attraverso un Referendum. Per la prima volta, senza esclusione di alcuna categoria, gli uomini e le donne italiani, con uno scarto di circa 2milioni di voti, scelsero la Repubblica e indicarono anche i Costituenti, donne e uomini che avrebbero poi redatto la nostra Costituzione.
Anche ai tempi della Costituente le divisioni tra gli italiani erano profonde e radicali, proprio come accade ancora oggi, come abbiamo visto pochi giorni fa con il voto europeo, la differenza sta nel fatto che i Padri e le Madri Costituenti seppero andare oltre, costruendo la casa che oggi ci ospita, la nostra Repubblica, la Democrazia. Un insegnamento che ancora ha molto da dirci. Quelle donne e quegli uomini che scrissero la nostra meravigliosa costituzione, mai avrebbero osato stabilire graduatorie nei diritti, tantomeno li avrebbero assegnati in base alla razza, al paese di provenienza o alla religione. Il soggetto della Costituzione è l’essere umano, davanti a cui essa si inchina deferente.
E’ stato emozionante consegnare ai giovani la “Costituzione della Repubblica Italiana”, è un’emozione donarla ad ogni giuramento di cittadinanza ai nuovi italiani, è un’emozione celebrarla con voi qui, oggi.
La Costituzione ci aiuta a astrarre la parte migliore di noi, incrementa la nostra umanità, ci esorta a bandire l’indifferenza, ci invita alla corresponsabilità, ci dice che siamo tutti parte di un unico gruppo umano, tutti uguali, tutti egualmente portatori di diritti e di doveri, in fin dei conti tutti nella stessa barca, perché ciò che succede a me oggi può capitare a te, domani, e viceversa, e l’unico rimedio è prenderci cura gli uni degli altri.
Consegnarla ai giovani significa responsabilizzarli e renderli partecipi, perché il futuro è nelle loro mani, e perché la loro “pellicola” non è ancora tutta impressionata, hanno un potenziale enorme ancora da sviluppare, ed interiorizzare e fare propri i principi della Costituzione può fare la differenza, nelle loro vite e nelle nostre.
Ma celebrare la Costituzione è un monito anche per noi meno giovani, perché la Costituzione è carne viva e tutti dobbiamo essere orgogliosi di questo meraviglioso documento e saperne essere all’altezza, oggi e domani, perché esso contiene le fondamenta del nostro progresso civile e sociale, senza cui non ci possono essere diritti né libertà.
Concludo esattamente come ho esortato a fare i ragazzi, amiamo la Costituzione, innamoriamocene tutti quanti e, soprattutto, mettiamola in pratica. Facciamo in modo che il suo rispetto stia scritto, oltre che nei suoi 139 articoli, nelle nostre coscienze e nei nostri comportamenti e “fuorilegge” siano le disuguaglianze, i privilegi, la povertà materiale e culturale, i razzismi e le discriminazioni.
Viva il 2 Giugno, Viva la Repubblica, Viva la Costituzione.