Socialisti convinti: 'Ex tribunale in cambio degli Stalloni. Si parli con Regione'
“Scambiare” l’ex tribunale con il complesso degli Stalloni. E’ questa, in estrema sintesi, la proposta dei Socialisti di Crema (nello specifico Gianantonio Rossi e Virginio Venturelli, ndr). L’immobile di via Maccallè, attualmente di proprietà del Comune, andrebbe ceduto a Regione, proprietaria invece dell’area in via Verdi.
Questo, secondo i proponenti, porterebbe “vantaggi per la città e per tutto il territorio: da un lato la valorizzazione del presidio ospedaliero e delle pertinenti attività e strutture, dall’altro l’avvio concreto del recupero urbanistico e della fruizione dello strategico comparto dell’ex Incremento ippico”.
“Confidiamo – proseguono – che il tema torni presto nuovamente in Consiglio Comunale, per l’approvazione di uno specifico ordine del giorno che impegni il Sindaco a sospendere l’iter della aggiudicazione della gara, fino a quando non si dirimerà formalmente, con la Regione, la questione”. I Socialisti sottolineano anche come manchi ancora la risposta alla lettera del sindaco di Crema dell’agosto 2017, proponente la disponibilità della Amministrazione Comunale a concedere direttamente alla Regione, l’uso del complesso dell’ex tribunale di Crema per l’ottimizzazione delle esigenze politico socio sanitarie del territorio: “Siamo stupiti per l’indifferenza e per le notizie che vorrebbero la Regione intenzionata a stipulare accordi con il soggetto intermediario privato, con un esborso finanziario tutt’altro che conveniente rispetto ad un impegno mutuatario diretto nella riconversione della struttura in discussione”.
“Invitiamo il consigliere Rossi a mantenere ferma la posizione assunta sull’argomento, nonché i consiglieri regionali del territorio, a sostenere l’istanza e l’iter necessario affinchè vada a buon fine, nell’interesse prioritario degli enti pubblici interessati. E’ inutile – concludono – affrettarsi a convenzionare il diritto di superficie dell’utilizzo dell’ex tribunale, secondo le indicazioni del bando espletato, senza fino in fondo avere perseguito le verifiche richieste, e quindi la possibilità di ridefinire un atto amministrativo di tutt’altra valenza, sociale ed urbanistica, a fronte della ibrida situazione oggi in esame”.