'Unione europea: storia di un'amicizia'. Nuova mostra dedicata ai padri fondatori
Una mostra che racconta l’amicizia tra il cremasco Lodovico Benvenuti e gli altri padri fondatori dell’Europa. Da oggi, 19 novembre, fino al prossimo 9 dicembre, la mostra sarà fruibile presso l’ex chiesa di Santa Maria di Porta Ripalta (dal giovedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18). Un evento che segue la rassegna svoltasi nel 2017 in occasione dell’anniversario dell’on. Benvenuti: “Lodovico Benvenuti, un cremasco per l’Europa”,
Curata dalla Fondazione De Gasperi di Roma, questa mattina il presidente Angelino Alfano (ex ministro dell’Interno) l’ha presentata insieme al vescovo di Crema Daniele Gianotti e al presidente della Camera di Commercio di Cremona Giandomenico Auricchio. “Così nuovamente si rinnova una bella collaborazione tra la nostra Diocesi, tramite la Commissione per la Pastorale Sociale e del Lavoro, e la
Fondazione De Gasperi”, ha spiegato Marco Cassinotti della Commissione.
La conversazione ha messo al centro il grande sogno che ha mosso i tre amici e padri fondatori dell’Europa: Schumann, Adenauer e De Gasperi, appunto protagonisti della mostra che si fermerà a Crema sino a dicembre. “quale Europa vorremmo” è il tema sui quale si è snodato l’incontro: le realtà economiche e produttive, le istituzioni e le basi cristiane, che devono tornare oggi a parlarsi per un’alleanza che dia nuovo slancio al progetto europeo, così come pensato dai padri fondatori.
“La Chiesa, i vescovi, i Papi hanno sottolineato l’importanza della pace tra i popoli d’Europa, così violentemente contrapposti durante le Guerre Mondiali e che hanno potuto conoscere decenni di fratellanza grazie all’impegno di figure come quella di De Gasperi. Dobbiamo rifondare questa unione sulle basi originarie: un’Europa di sola burocrazia e regole economiche, pur importanti,. non è sufficiente a tenere saldi i valori”, ha commentato monsignor Gianotti.
Ospiti d’onore i giovani. Nella Sala Rossa del Palazzo Vescovile alcune classi degli istituti superiori cittadini hanno preso parte al dibattito. “I giovani sono sensibili, viaggiano, hanno un’anima europea – ha concluso il vescovo – In loro c’è questo istinto di superare i confini nazionali e dobbiamo dare loro basi serie per l’integrazione tra i popoli”.
AmBel