L'UniMi incontra imprese cremasche della cosmesi per nuove possibili collaborazioni
Questa mattina, il professor Giuseppe De Luca, pro-rettore con delega alla didattica del Universitá Statale di Milano; Marina Carini, professoressa di chimica farmaceutica, e la dott.ssa Barbara Rosina, direttrice del Centro per l’orientamento e il placement dello stesso ateneo, hanno incontrato tre aziende del settore della cosmesi del territorio cremasco, visitando le loro strutture produttive.
“L’incontro – ha chiarito Carlo Malvezzi, promotore dell’iniziativa – era finalizzato a far comprendere più nel dettaglio all’Universita Statale di Milano le esigenze e i processi produttivi delle aziende operanti nel settore della cosmesi del territorio Cremasco per definire insieme profili formativi adeguati e professionalizzanti funzionali alla riduzione del mismatch tra educazione terziaria e università”.
“Lo sviluppo del capitale umano legato a settori strategici dei singoli territori – ha aggiunto Malvezzi – è la strada che vogliano percorrere, che come Regione Lombardia stiamo percorrendo da anni e che volgiamo perseguire anche sul nostro territorio, per supportare lo sviluppo di realtà economiche e lavorative in forte crescita”.
Sono state visitate la Omnicos a Bagnolo Cremasco dei fratelli Domenico e Marco Cicchetti, la Ancorotti Cosmetics a Crema di Renato Ancorotti e la Lumson a Capergnanica di Matteo Moretti.
Nel mese di gennaio la Statale predisporrà un questionario volto a far emergere con maggiore chiarezza le esigenze formative di tutte le aziende operanti nella filiera della cosmesi, quale evoluzione del lavoro svolto nell’ultimo anno con i responsabili dell’Associazione Cosmetica Italia che raggruppa tutti gli operatori nazionali del settore. Ciò consentirà di definire in modo più puntuale l’offerta formativa sulla quale l’Università Statale sta lavorando da un anno con i responsabili di Cosmetica Italia, Associazione nazione degli operatori del settore cosmetico, con l’obiettivo di valorizzare il modello di alternanza scuola lavoro.
“Una formazione universitaria – ha concluso Malvezzi – può avere una reale prospettiva di interesse per le nuove generazioni se, partendo da una specificità produttiva territoriale, si apre da subito a scenari industriali nazionali e internazionali”.