Scuola Popolare Antimafia a Crema, Nando Dalla Chiesa: “La mafia cresce quando è invisibile”
La Scuola Popolare Antimafia mira a informare e sensibilizzare sulla criminalità organizzata. Prima lezione: il potere di Cosa Nostra e le infiltrazioni in Lombardia
Conoscere le organizzazioni mafiose per contrastarne il radicamento, anche nel Cremasco. È l’obiettivo della Scuola Popolare Antimafia, nata da un’intuizione di Alessandro Sipolo, ex studente universitario, ora coordinatore della Scuola, con l’intento di rendere accessibile a tutti un sapere spesso confinato nelle aule universitarie.
Tra i promotori figura, infatti, l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano, fondato e diretto da Nando Dalla Chiesa, che ha inaugurato a Crema il ciclo di lezioni.
Introdotto da Michele Gennuso, referente Presidio Libera Cremasco, il primo appuntamento è stato dedicato a Cosa Nostra, alle sue origini e alla sua evoluzione.

“È l’organizzazione che ha dato un modello al fenomeno mafioso, quella che ha fatto storia, la più forte fino agli anni Novanta del Novecento, ed è quella con cui bisogna fare i conti, perché il modello viene da lì”, ha spiegato Dalla Chiesa.
La capacità delle organizzazioni mafiose di conoscere le persone e sfruttarne le fragilità è uno degli elementi che ne favoriscono il potere. “La mafia, o meglio Cosa Nostra, è molto insidiosa perché si basa su una sapienza che non guarda il titolo di studio, ma conosce le persone e le loro fragilità, elimina chi si frappone ai suoi obiettivi e sa chi usare per raggiungerli”, ha sottolineato il sociologo.
Un fenomeno che riguarda anche la Lombardia, dove per decenni si è sostenuto che la mafia non fosse presente. A testimoniare il radicamento delle organizzazioni criminali sono anche i numerosi beni confiscati sul territorio. “La Lombardia – ha osservato Dalla Chiesa – ha visto una fioritura di beni confiscati, per fortuna, perché vuol dire che le forze dell’ordine e la magistratura hanno fatto il loro lavoro”.
Fondamentale, in questo percorso, è anche il riutilizzo dei beni confiscati da parte delle comunità. Questi spazi possono diventare simboli di riscatto dello Stato e strumenti per costruire una nuova cultura della legalità e una maggiore consapevolezza collettiva. “Sono la testimonianza di ciò che è stato in male, ma anche di ciò che può essere in bene”, ha concluso.
Il percorso della Scuola Popolare Antimafia proseguirà mercoledì 21 ottobre alle 20.30, ancora in Sala Alessandrini a Crema, con un nuovo appuntamento dedicato alla conoscenza e al contrasto della criminalità organizzata. Il tema che si tratterà: la camorra.