Cronaca

Credito al consumo: in provincia debiti per 1 miliardo e 143 milioni di euro

I dati - elaborati dalla CGIA di Mestre - si rifanno al 2025. In media per ogni nucleo familiare la cifra è pari a 7.340 euro (+6,8% rispetto al 2024)

In provincia debiti a breve termine in aumento
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Quanto si indebitano gli italiani per vivere? Nel 2025, al netto dei mutui per la casa – che rappresentano un capitolo a parte, trattandosi di investimenti di lungo periodo destinati ad accrescere il patrimonio immobiliare – il credito al consumo erogato da banche e finanziarie alle famiglie italiane ha sfiorato i 178 miliardi di euro. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre.

A livello nazionale si parla di 6.657 euro annui per nucleo familiare, con differenze significative tra le varie aree del Paese. Scorrendo la classifica, Cremona si colloca nella parte alta (25esima posizione), con valori superiori alla media italiana: nel 2025 i cremonesi hanno richiesto complessivamente 1 miliardo e 143 milioni di euro, pari a circa 7.340 euro per famiglia. Un dato in aumento rispetto al 2024, con una crescita del 6,8% in dodici mesi.

Una dinamica analoga al resto d’Italia, dove il trend è in costante crescita: negli ultimi dieci anni il credito al consumo ha registrato un incremento del 62%, pari a circa 68 miliardi in valore assoluto.

Secondo la CGIA, le ragioni che spingono all’indebitamento a breve e medio termine sono principalmente due. Da un lato c’è chi ha bisogno di liquidità immediata per far fronte a spese impreviste o per arrivare a fine mese. Dall’altro c’è chi ricorre al prestito per acquistare beni durevoli: auto, televisori, mobili, elettrodomestici, acquisti che un tempo venivano affrontati con i risparmi.

Dietro questi numeri non sempre si coglie il disagio economico che attraversa una parte rilevante del Paese. Negli ultimi anni l’aumento dell’inflazione ha eroso il potere d’acquisto: stipendi e pensioni sono rimasti sostanzialmente fermi, mentre i prezzi di beni e servizi sono saliti rapidamente. Il risultato è che molte famiglie, soprattutto del ceto medio, per mantenere lo stesso tenore di vita, hanno dovuto ricorrere al credito, alimentando la crescita del debito privato verso banche e finanziarie.

A questo si aggiunge l’aumento dei tassi di interesse applicati dalla Banca Centrale Europea: più i tassi crescono, più la rata dei prestiti diventa onerosa, insieme alle spese accessorie.

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