Renato Ancorotti: “Segre? Era il candidato giusto. Colpito da fuoco amico”
Il senatore Renato Ancorotti commenta la rinuncia di Segre. Fuoco amico e troppi personalismi. Ingerenze della coalizione di centrodestra sulla candidatura civica
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Impegnato a Roma sulla nuova legge elettorale, che ha avuto il via libera a Palazzo Madama, il senatore di Fratelli d’Italia, Renato Ancorotti, risponde senza remore anche sulle vicende politiche cremasche, che hanno visto tramontare la candidatura civica, sostenuta dal centrodestra, di Daniel Segre, ancora prima che si ufficializzasse.
Senatore, Daniel Segre era il candidato proposto dal suo gruppo, Fratelli d’Italia, che sembrava avere il sostegno di tutta la coalizione di centrodestra. Mesi di lavoro sul programma e ora Segre si è ritirato. Cosa è andato storto?
“Io credo che Segre fosse il candidato giusto per poter vincere. Oggi, tuttavia, la situazione è cambiata. C’erano sicuramente dei problemi tecnici riguardanti la necessità di dimettersi dalla Polizia perché la candidatura politica era incompatibile con l’incarico professionale ricoperto (vice questore vicario di Lodi ndr). Avrebbe anche rinunciato ad un coronamento della carriera professionale.
Credo che questi problemi, di natura tecnica, potessero essere superati se ci fosse stata una coalizione unita nel sostenerlo.
A chi si riferisce? Membri della coalizione del centrodestra che non lo hanno sostenuto?
“Se uno deve governare la città deve avere una squadra su cui contare. Segre non ha mai nascosto il desiderio e la necessità di avere un gruppo di persone competenti con cui condividere la sua visione di città. L’unica condizione, che ha sempre richiesto, è stata l’unità della coalizione. Invece, con il passare del tempo, sono emersi sempre più personalismi e individualismi, la ricerca di spazi o del posto. Usando una metafora bellica, uno combatte se dietro ha un esercito compatto ma se pensa di essere colpito da un fuoco amico, forse non ne vale la pena”.
Quanto ha pesato il rifiuto di Matteo Gramignoli a fare parte del progetto civico e della lista che Segre aveva in mente?
“Nulla. Non credo sia stato determinante. Ho trovato, in ogni caso, il comportamento di Gramignoli poco corretto. So che Segre ha sempre avuto molta stima di Gramignoli e avrebbe voluto averlo in squadra ma si aspettava un livello di riservatezza che, invece, non ha trovato. Se ti dichiari amico non rendi pubblico che hai rifiutato la sua offerta, quando ancora il progetto è in via di costruzione. Segre ci è rimasto male. Anche nei confronti del sindaco Bergamaschi ha avuto lo stesso atteggiamento. Poco rispettoso per mancanza di riservatezza”.
Adesso siete alla ricerca di un nuovo candidato? Avete un piano B?
“Personalmente no. Credo di avere lavorato per trovare un candidato di livello. Spero che qualcun altro ce l’abbia e, se valido, avrà il mio sostegno”.