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Sicurezza stradale a Santa Maria della Croce, Chiodo: “Servono interventi urgenti”

Dopo la chiusura del passaggio a livello, la consigliera Chiodo richiede interventi per migliorare la sicurezza stradale in un tratto critico di Crema

L'incrocio di Viale Santa Maria
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È allarme per la sicurezza stradale nel tratto di viale Santa Maria della Croce all’incrocio con via Gaeta, in prossimità della curva che costeggia il canale. A sollevare la questione è la consigliera comunale di Crema Ilaria Chiodo, che chiede all’Amministrazione un intervento urgente per migliorare le condizioni di sicurezza della viabilità.

Al centro della segnalazione ci sono le modifiche alla circolazione introdotte dopo la chiusura del passaggio a livello. Secondo Chiodo, la nuova configurazione della strada presenta alcune criticità, in particolare nel punto in cui via Gaeta si immette sul viale Santa Maria della Croce.

La chiusura del passaggio a livello è stata un errore per molteplici aspetti. Uno di questi è l’attuale viabilità nel tratto che incrocia viale Santa Maria e Via Gaeta, in prossimità della curva che si trova all’altezza del canale. Sinceramente, a me pare un miracolo che non sia ancora successa una tragedia. Un tempo le autovetture che provenivano da Via Gaeta erano costrette a fermarsi allo stop presente in vista dell’attraversamento pedonale, ora invece possono proseguire nella corsa senza doversi fermare pur imboccando una curva in pochi metri praticamente a 90 gradi”.

“Senza considerare – aggiunge – il pericolo delle autovetture che provenendo dal viale di Santa Maria, tuttora, per distrazione o abitudini legate al passato, proseguono dritte, come avveniva prima della chiusura del passaggio a livello, con il pericolo di uno scontro con i conducenti che fuoriescono da Via Gaeta”.

Tra le principali criticità evidenziate dalla consigliera c’è anche la presenza di una barriera di sicurezza che, a suo giudizio, non garantirebbe una protezione adeguata lungo la curva, soprattutto considerando la vicinanza del canale.

Discontinuità: allarmante è l’assenza di barriere di sicurezza adeguate e la presenza di un guardrail discontinuo, che crea punti vulnerabili lungo il tratto stradale e che non offre alcuna protezione reale in caso di incidente. In prossimità di una curva, l’assenza di una protezione adeguata e la discontinuità della stessa rappresentano, infatti, un rischio concreto in caso di uscita di strada di un veicolo. Vi è inoltre un importante rischio di caduta delle autovetture nel Canale, poiché il guardrail non solo è discontinuo, ma copre un tratto breve della curva, sovrastante il canale, che rappresenta, quindi, un pericolo concreto per i conducenti. L’interruzione della barriera in prossimità della curva lascia, infatti, scoperta un’area dove, per forza centrifuga, è più probabile che un veicolo possa uscire dalla carreggiata. L’assenza di un guardrail certificato (dubito fortemente che quello installato lo sia) e la sua discontinuità espongono, quindi, gli utenti della strada a gravi rischi in caso di uscita di carreggiata, con conseguenze potenzialmente drammatiche”.

Chiodo pone l’attenzione anche sulla visibilità del tracciato, soprattutto nelle ore notturne, chiedendo un potenziamento della segnaletica e l’installazione di dispositivi che possano rendere più evidente l’andamento della curva.

Visibilità: la percezione del limite della carreggiata dovrebbe decisamente essere migliorata, specialmente in condizioni di scarsa visibilità notturna. Data la presenza della discesa e del canale adiacente, sarebbe utile installare anche delineatori di margine rifrangenti che seguano la linea della carreggiata. Questo aiuterebbe a “disegnare” la curva di notte, evitando che il conducente si avvicini troppo al bordo pericoloso”.

La consigliera indica quindi una serie di possibili interventi: dal potenziamento della segnaletica verticale e orizzontale all’utilizzo di vernice rifrangente, fino all’installazione di delineatori flessibili o catadiottri. Tra le ipotesi anche la sostituzione delle protezioni attuali con un guardrail a norma e continuo lungo la curva, oppure, qualora non fosse possibile, l’installazione di dissuasori più robusti. Chiodo propone inoltre l’utilizzo di bande rumorose prima della curva per favorire una riduzione preventiva della velocità.

“È, quindi, fondamentale che vengano adottate misure di sicurezza adeguate per prevenire incidenti, quali un potenziamento della segnaletica verticale che evidenzi la presenza di un pericolo e della segnaletica orizzontale, attraverso il miglioramento della visibilità della linea di margine della carreggiata utilizzando, ad esempio, vernice rifrangente ad alta visibilità, nonché l’installazione di delineatori flessibili o catadiottri lungo il bordo della curva per meglio definire il tracciato stradale durante la guida notturna”.

“Sarebbe necessario l’installazione di ben altre barriere di sicurezza, sostituendo i paletti presenti con un guardrail a norma (di classe adeguata al tipo di strada e al traffico previsto), che garantisca continuità lungo tutto il raggio della curva. Se, invece, non fosse possibile installare un guardrail continuo, per ragioni di spazio o accesso, almeno valutare l’installazione di dissuasori di sosta più robusti e installati lungo tutto l’arco delle curva, che, pur non essendo barriere di contenimento ad alta velocità, offrirebbero una protezione fisica superiore rispetto alle protezioni attuali. L’uso di bande rumorose (strisce trasversali in materiale termoplastico) prima dell’inizio della curva potrebbe indurre i conducenti a rallentare preventivamente”.

La richiesta finale è quella di un sopralluogo tecnico da parte dell’Amministrazione comunale, per verificare le condizioni del tratto e valutare eventuali interventi.

“Mi auguro che l’Amministrazione Comunale prenda immediatamente in considerazione la situazione, avviando un sopralluogo tecnico per valutare la necessità di installare barriere di sicurezza adeguate e potenziare l’attuale segnaletica. Ricordo a tutti che ogni vita ha un valore inestimabile; garantire la sicurezza stradale è un dovere che gli enti locali non possono ignorare. Ogni incidente evitato è una vita salvaguardata e una famiglia protetta”.

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