Cronaca

“Tépe”, la Crema degli anni ’50 e ’60 torna a vivere alla Festa dell’Unità

Venerdì 28 agosto alle 21 nuova presentazione del volume di Arcangelo Zacchetti, con Anna Maria Piantelli e la presenza degli autori

Arcanegelo Zacchetti
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Un viaggio nella Crema degli anni Cinquanta e Sessanta, attraverso gli occhi di un adolescente e i ricordi di un quartiere in piena trasformazione. Venerdì 28 agosto, alle ore 21, il libro “Tépedi Arcangelo Zacchetti verrà nuovamente presentato al pubblico nell’ambito del programma della Festa dell’Unità di Crema, organizzata dal Partito Democratico.

L’incontro verrà curato da Anna Maria Piantelli del Centro Alfredo Galmozzi e vedrà la presenza degli autori. Un’occasione per tornare a parlare di un’opera che racconta uno spaccato della storia locale e della vita quotidiana dei ragazzi cremaschi nel dopoguerra.

“Tépe”, scritto da Arcangelo Zacchetti e illustrato da Peppo Bianchessi, porta infatti il lettore nella Crema degli anni ’50 e ’60, in particolare nel quartiere di Crema Nuova. Al centro del racconto c’è Luigi, un ragazzo di 14 anni le cui avventure, esperienze e amicizie diventano il punto di partenza per raccontare un’intera generazione.

Un mondo fatto di strade vissute come luoghi di incontro e di gioco, di sfide tra ragazzi e quartieri, di famiglie spesso segnate dalle difficoltà economiche ma anche da una forte dignità. Un racconto che, attraverso la memoria e la dimensione autobiografica, restituisce uno spaccato della società cremasca del dopoguerra e dell’adolescenza di quegli anni.

Le storie narrate da Zacchetti sono accompagnate dalle illustrazioni di Peppo Bianchessi, che ha ricostruito con la fantasia e attraverso la documentazione dell’epoca un quartiere allora poco rappresentato anche dal punto di vista iconografico. La presentazione di venerdì 28 agosto sarà dunque un nuovo momento per conoscere “Tépe” e per riscoprire, attraverso le pagine del libro e il confronto con gli autori, una parte della storia e della memoria collettiva di Crema. L’opera offre infatti uno sguardo sulla vita degli adolescenti cremaschi tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in una città e in un tempo profondamente diversi da quelli di oggi.

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