Violenza di genere, Rifondazione: “Non è ad essere forti che bisogna educare gli uomini”
Il Circolo di Crema propone l'educazione affettiva nelle scuole e più risorse per i centri antiviolenza contro le politiche punitive
Il Circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista di Crema interviene sul tema della violenza di genere, prendendo posizione sulle recenti dichiarazioni e sulle proposte avanzate da Roberto Vannacci nell’ambito del programma di Futuro Nazionale.
Nel comunicato, Rifondazione contesta in particolare l’idea di contrastare la violenza sulle donne attraverso la difesa del cosiddetto “patriarcato mediterraneo” e la formazione di uomini capaci di “dominare le emozioni e le passioni”. Secondo il partito, si tratterebbe di un approccio non adeguato ad affrontare un fenomeno complesso come la violenza di genere.
“Non è ad essere forti che bisogna educare gli uomini, bensì al rispetto di sé stessi e degli altri”, sottolineano Simone Antonioli, vice-segretario del Circolo e co-segretario provinciale, ed Elena Costi, membro del direttivo. Al centro della loro posizione viene indicata l’educazione affettiva, attraverso la quale, sostengono, sarebbe possibile aiutare ragazze e ragazzi a conoscere sé stessi e gli altri e a gestire le proprie emozioni.
Il Circolo cremasco prende inoltre le distanze dalle politiche adottate dal Governo Meloni sul tema, accusandolo di avere privilegiato “norme repressive e punitive”, intervenendo dopo che le violenze sono già avvenute, a discapito della prevenzione. Nel mirino finiscono anche i presunti tagli ai Centri antiviolenza.
Rifondazione Comunista indica quindi una serie di proposte per contrastare la violenza di genere: un aumento significativo dei finanziamenti destinati a centri antiviolenza, consultori e case rifugio; l’introduzione dell’educazione affettiva in tutte le scuole superiori italiane; la cancellazione della legge Valditara che vincola l’insegnamento dell’educazione all’affettività all’autorizzazione dei genitori e il sostegno alla raccolta firme per il referendum abrogativo.
Tra le richieste c’è infine anche un intervento sulla dipendenza economica delle donne vittime di violenza. Il partito propone la creazione di nuovi posti di lavoro o, in alternativa, un sostegno economico significativo per il periodo necessario a raggiungere l’autonomia occupazionale.
“Come Partito della Rifondazione Comunista riteniamo che questo non sia l’approccio adeguato che una forza politica debba adottare per affrontare un problema serio e complesso come la violenza di genere”, conclude il comunicato del Circolo “Peppino Impastato” di Crema.