Bontà del Borgo e i Tortelli Cremaschi De.Co.: custodi della ricetta autentica
Con la De.Co., Roberta e Francesco Spreafico portano avanti la tradizione dei tortelli cremaschi, rimanendo fedeli a ingredienti e tecniche tramandate dalla loro famiglia
Roberta Spreafico, insieme al fratello Francesco, è titolare de Le Bontà del Borgo, una delle quattro attività che hanno ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine) per i tortelli cremaschi. Un riconoscimento che certifica il rispetto del disciplinare, della ricetta tradizionale e dell’identità storica del prodotto. Oltre a Le Bontà del Borgo, il marchio è stato assegnato al Bar Marini di Crema, a Il Pane di Paolo e Ale, di Casaletto Ceredano e alla Trattoria Rosary di Quintano. Per Spreafico, la De.Co. rappresenta un traguardo dal forte valore personale e familiare.
“Io fin da piccola producevo i tortelli con mamma e papà e andavo anche all’oratorio di Borgo San Pietro a farli insieme alle nonne. Lì ho imparato a pizzicare e a tirare la pasta.”
Una tradizione che affonda le radici nella storia della sua famiglia: “Mamma e papà nel 1980 hanno aperto la loro attività e hanno cominciato a produrre i tortelli cremaschi seguendo la tradizione raccontata e tramandata dalle nonne del quartiere di Borgo San Pietro. Io e mio fratello oggi portiamo avanti l’attività di famiglia e il mio legame con i tortelli cremaschi è molto forte.”
Il disciplinare De.Co. stabilisce ingredienti e modalità di preparazione ben precise, a partire dalla sfoglia.
“La pasta è di semola, senza uova, e deve essere tirata molto sottile. Nel ripieno gli amaretti sono fondamentali e li produco personalmente, perché sono anche pasticcera. Poi ci sono il cedro, le mentine, il Grana Padano e il mostaccino, che produco anch’esso e che ha ottenuto il riconoscimento De.Co.”
Un dettaglio, però, resta imprescindibile per poter parlare di autentico tortello cremasco.
“I tortelli devono essere rigorosamente pizzicati a mano. Non esiste un’altra chiusura, altrimenti non è un tortello cremasco. E vi svelo anche un segreto: se non sono pizzicati, non profumano di oro.”