Cronaca

Fiab Crema chiede un sottopasso ciclopedonale al posto della riapertura del passaggio

L'associazione Fiab Crema insiste sulla necessità di un sottopasso ciclopedonale per migliorare la mobilità e la sicurezza nel quartiere

Passaggio a livello soppresso a Santa Maria
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Il dibattito sul futuro del passaggio a livello di viale Santa Maria si arricchisce dell’intervento di Fiab Crema, che chiede di archiviare definitivamente l’ipotesi di una riapertura dell’attraversamento ferroviario e di accelerare invece la realizzazione del sottopasso ciclopedonale.

In una nota firmata dal presidente Davide Severgnini, l’associazione ribadisce la propria posizione, sottolineando come il recente sottopasso automobilistico di via Stazione abbia migliorato la viabilità per le auto, ma abbia al tempo stesso penalizzato pedoni e ciclisti.

“Dal punto di vista della mobilità attiva – afferma Fiab – l’opera ha fortemente penalizzato chi si sposta a piedi o in bicicletta, costretto a percorsi tortuosi, più lunghi e poco funzionali”. Per questo, ricorda l’associazione, fin dall’apertura del sottopasso automobilistico è stato chiesto all’amministrazione comunale di individuare una soluzione che garantisse collegamenti più diretti e sicuri.

Secondo Fiab, la riapertura del vecchio passaggio a livello non rappresenta un’ipotesi realistica. L’associazione richiama infatti gli accordi tra il Comune e Rete Ferroviaria Italiana, oltre alle politiche nazionali che puntano alla progressiva eliminazione dei passaggi a livello per incrementare sicurezza ed efficienza della rete ferroviaria.

“Riteniamo del tutto inverosimile l’ipotesi di una riapertura, anche solo ciclopedonale, del vecchio passaggio a livello. Alimentare questa aspettativa rischia soltanto di rallentare i processi decisionali”, sostiene Fiab.

Per l’associazione, l’unica soluzione percorribile è la realizzazione del sottopasso ciclopedonale lungo l’asse originario di viale Santa Maria. Un’opera che, secondo Severgnini, consentirebbe di restituire centralità al viale, migliorare l’accessibilità tra le due parti del quartiere e incentivare concretamente gli spostamenti a piedi e in bicicletta.

Da qui l’appello all’amministrazione comunale e agli enti coinvolti affinché venga avviata quanto prima la progettazione esecutiva e si arrivi rapidamente all’apertura del cantiere.

“Ogni ulteriore esitazione o azione che possa ritardare l’avvio dei lavori – conclude Fiab – andrà nella direzione opposta rispetto al reale interesse del quartiere e dell’intera comunità”.

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