Autonomia differenziata, Ancorotti: “Una nuova stagione politica per le Regioni”
Il senatore e imprenditore cremasco di Fratelli d'Italia è intervenuto in Aula durante la discussione sulle pre-intese per l'autonomia
“È un patto di fiducia tra Stato e Regioni, un atto di coraggio politico e amministrativo che segna il passaggio da un centralismo burocratico a un federalismo maturo, moderno e sostenibile”. Così il senatore e imprenditore cremasco Renato Ancorotti di Fratelli d’Italia è intervenuto nell’Aula del Senato durante la discussione generale sulle pre-intese relative all’autonomia differenziata.
L’Aula di Palazzo Madama ha infatti avviato l’esame degli accordi preliminari sottoscritti tra il Governo e le Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e salute.
Nel suo intervento Ancorotti ha indicato la Lombardia come esempio dei benefici che, a suo avviso, potrebbero derivare dall’autonomia differenziata. “La Lombardia vanta un residuo fiscale monumentale, producendo da sola il 22% del Pil nazionale. Ogni anno i cittadini lombardi versano allo Stato centrale decine di miliardi di euro che non tornano sul territorio. Siamo la locomotiva di questa Nazione“, ha dichiarato.
Il senatore di Fratelli d’Italia ha poi affrontato il tema della sanità, sostenendo che una maggiore autonomia consentirebbe alla Regione di intervenire con maggiore efficacia anche sul fronte delle liste d’attesa. “I cittadini di tutta Italia scelgono la Lombardia per le loro cure, ma oggi non è possibile assumere il personale sufficiente per abbattere le liste d’attesa. Con l’autonomia questo sarebbe possibile”, ha affermato.
Secondo Ancorotti, il provvedimento introduce inoltre “il principio della responsabilità finanziaria, contro l’assistenzialismo dei decenni passati”, nel rispetto delle garanzie costituzionali. “Si tratta di un atto di libertà e giustizia che renderà le nostre Regioni più moderne, aprendo una nuova stagione politica”, ha concluso.