Cronaca

L’orso irrompe nell’apiario di Sergio Zipoli: “In 25 anni non era mai successo”

L'apicoltore biologico di Romanengo ha trovato i segni del passaggio dell'animale tra gli alveari in alta quota. Un episodio inedito durante la transumanza delle api

L'apiario dopo il passaggio dell'orso
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L’apiario di alta montagna di Sergio Zipoli, apicoltore biologico di Romanengo, ha ricevuto la visita di un orso durante la permanenza a Saviore dell’Adamello, nel Bresciano. A documentare l’episodio sono stati i segni lasciati dall’animale nei pressi degli alveari. Per Zipoli si tratta di un evento senza precedenti. “Porto le api qui da 25 anni e una cosa del genere non era mai successa”, racconta.

Ogni estate l’apicoltore trasferisce parte delle sue colonie in quota, seguendo la fioritura delle essenze alpine che danno origine a mieli dalle caratteristiche uniche. Una pratica consolidata, quella della transumanza degli alveari, che gli consente di lavorare in ambienti incontaminati e di ottenere produzioni di altissima qualità.

Quarant’anni di esperienza alle spalle, Zipoli è considerato uno dei principali interpreti dell’apicoltura biologica italiana. Da anni pratica l’apicoltura nomade, spostando gli alveari tra diverse regioni alla ricerca delle migliori fioriture e mantenendo una produzione rigorosamente biologica.

Lo scorso gennaio il suo lavoro è stato premiato anche a livello internazionale. Al concorso Biolmiel di Bari, il più importante dedicato al miele biologico, ha conquistato sette medaglie d’oro con altrettanti campioni presentati: quattro mieli di robinia e tre millefiori, due dei quali prodotti proprio negli apiari di alta montagna. Il miele di robinia ha inoltre ottenuto il terzo posto assoluto tra 228 campioni provenienti da nove Paesi, confermando l’eccellenza di una produzione che parte anche dai pascoli alpini dove, oggi, bisogna fare i conti con un nuovo vicino di casa: l’orso.

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