Spino d’Adda, fermato con documenti falsi: ricercato da sette anni, finisce in carcere
Controllato dai carabinieri sulla Paullese, un 36enne ha esibito documenti contraffatti. Era destinatario di una condanna definitiva per spaccio
Era ricercato da oltre sette anni e viaggiava con documenti di identità falsi. La sua fuga si è conclusa domenica mattina a Spino d’Adda, dove i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Crema hanno fermato un uomo di 36 anni durante un controllo stradale. Nei suoi confronti è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto per il possesso di documenti falsi, oltre all’arresto in esecuzione di un ordine di carcerazione rimasto ineseguito dal 2019. Il 36enne è stato inoltre denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Il controllo è avvenuto poco dopo le 11 lungo la strada provinciale 415. I militari hanno notato un’auto con due persone a bordo e hanno deciso di procedere all’identificazione. Il conducente ha esibito regolarmente la patente di guida, mentre il passeggero ha consegnato una carta d’identità straniera valida per l’espatrio. A un primo controllo il documento appariva autentico, ma un esame più approfondito ha fatto emergere alcune anomalie, tra cui l’assenza degli ologrammi anticontraffazione. Alla richiesta di un secondo documento, l’uomo ha mostrato una patente straniera con gli stessi dati anagrafici, che presentava però le stesse irregolarità e una qualità di stampa ritenuta sospetta.
Il 36enne è stato quindi accompagnato nella caserma dei carabinieri di Crema per gli accertamenti. Una volta arrivato, nel cortile della struttura, ha tentato di sottrarsi al controllo spingendo i militari e cercando di fuggire, ma è stato immediatamente raggiunto e bloccato. Gli approfondimenti hanno confermato che sia la carta d’identità sia la patente erano false. Il successivo fotosegnalamento e il confronto delle impronte digitali con quelle presenti nelle banche dati hanno permesso di risalire alla sua vera identità, diversa da quella riportata sui documenti contraffatti.
Dalle verifiche è inoltre emerso che sull’uomo pendeva un ordine di carcerazione emesso nel maggio 2019 dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura generale della Corte d’Appello di Brescia. Il provvedimento riguarda una condanna definitiva a quasi cinque anni e quattro mesi di reclusione per reati di spaccio di sostanze stupefacenti commessi nel 2016 in provincia di Mantova. L’uomo, che era riuscito a rendersi irreperibile per oltre sette anni, è stato trasferito nel carcere di Cremona, dove sconterà la pena. Nella mattinata di lunedì 30 giugno il giudice ha convalidato il fermo di indiziato di delitto.