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Accordo Israele-Libano, leader Hezbollah: “Umiliante, una rinuncia alla sovranità”

(Adnkronos) –
“Umiliante, vergognoso, una rinuncia alla sovranità”. Così Naim Qassem, leader di Hezbollah, parla all’indomani dell’accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington al termine del quinto round di negoziati. “Questo accordo è nullo e le disposizioni del memorandum d’intesa iraniano-americano devono essere attuate”, ha incalzato, accusando le autorità di Beirut per quello che considera un “errore grave”. 

“Continueremo – ha continuato il leader di Hezbollah – con la resistenza sul campo per sconfiggere l’occupazione. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo”, ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera. E ancora: “Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse”. 

Le autorità di Beirut, ha affermato secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, legittimano “l’occupazione” israeliana “per molti anni a venire”. E, ha avvertito, “questo potrebbe persino portare all’annessione di territori” da parte di Israele. Naim Qassem ha poi sostenuto che Hezbollah è “pronto a cooperare” in nome della “sovranità del Libano”, per la “liberazione della sua terra e l’espulsione dell’occupante israeliano”. 

“Utilizzeremo tutti i mezzi necessari ed eserciteremo pressioni a livello arabo e internazionale per costringere” Israele “a rispettare la prima disposizione del memorandum d’intesa (tra Iran e Usa) e a ritirarsi dal Libano”, ha incalzato. 

Centinaia di sostenitori di Hezbollah – ha reso noto l’agenzia di stampa libanese – sono scesi la notte scorsa nelle strade di Beirut per protestare contro l’accordo. I manifestanti hanno attraversato la capitale a bordo di motociclette, concentrandosi nella zona vicino al Parlamento e lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri, in una dimostrazione di forza contro l’accordo. 

Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha definito l’intesa un “regalo al nemico israeliano” avvertendo del rischio che la sua attuazione porti alla guerra civile. Ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di “negoziare con sé stesso” e ha puntato il dito contro il sistema politico libanese, definendolo privo di “legittimità costituzionale e nazionale”. La resistenza, ha quindi ammonito, “si opporrà a qualsiasi tentativo di danneggiarla” e continuerà a conservare le proprie armi. 

Nel frattempo, i militari israeliani hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo prendendo di mira “sospetti terroristi” nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano, all’indomani dell’accordo quadro tra Libano e Israele. Lo riferisce l’agenzia Afp.  

Una portavoce militare ha spiegato all’Afp che l’operazione ha preso di mira “sospetti terroristi che costituivano una minaccia per i soldati delle Idf”. In precedenza l’agenzia libanese Nna aveva denunciato un raid di un drone israeliano nella zona di Nabatiye. 

L’accordo raggiunto a Washington tra Israele e Libano “è certamente un passo in avanti. Ho appena parlato con la nostra ambasciata a Beirut. I segnali sono positivi e adesso bisogna trasformare l’accordo in un’azione pratica”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Dubrovnik, a margine del Dubrovnik Forum. 

“Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche in futuro, d’accordo con la Francia. L’Italia, credo, potrà svolgere un ruolo non secondario per la ricostruzione di un sistema, anche istituzionale, che deve essere sempre più garante della sovranità libanese”, ha proseguito Tajani, secondo cui “ci vorrà tempo, vediamo come si trasformerà l’accordo, però è importante che si sia già raggiunto l’obiettivo della firma”. 

L’Italia, ha confermato il titolare della Farnesina, è pronta a “svolgere un ruolo anche con le nostre forze armate, con una missione internazionale dopo Unifil e anche pronta a continuare a formare, come stiamo facendo ormai da anni, le forze armate libanesi con una missione bilaterale. Per l’Italia, il Libano rimane una priorità, continueremo a parlarne e continueremo a lavorare affinché si possa contribuire anche in questa parte del Medio Oriente alla stabilità”. 

E sulle proteste, Tajani ha dichiarato: “E’ chiaro che Hezbollah non è contento dell’idea che possa essere ridotto il suo potere, che ci possa essere anche l’obiettivo di disarmarlo, è ovvio. Bisogna vedere se l’Iran favorirà o meno l’accordo, questo è il tema”.  

“Certamente – ha concluso – non è una vittoria per Hezbollah l’accordo che è stato fatto a Washington. Già ieri Hezbollah ha fatto una manifestazione però non può continuare a svolgere un ruolo militare al di fuori della legalità istituzionale libanese. Ha rappresentato sempre un pericolo per la pace, ma anche un pericolo per il Libano”. 

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