Cronaca

Violenza sessuale sulle pazienti, chiesti 3 anni e 6 mesi per l’ex sindaco di Rivolta d’Adda

Si tratta del processo per il medico di 71 anni ed ex sindaco di Rivolta d’Adda

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Entra nella fase decisiva il processo a carico di Giovanni Sgroi, il medico di 71 anni ed ex sindaco di Rivolta d’Adda , accusato di violenza sessuale nei confronti di cinque pazienti.

Nel corso dell’udienza di lunedì 22 giugno nel tribunale di Milano, la pm Alessia Menegazzo ha formulato la richiesta di condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione con rito abbreviato. Le indagini, coordinate dalla stessa pm, erano scattate nel 2024 in seguito alla denuncia di una paziente che aveva raccontato di aver subito abusi durante una visita. I successivi accertamenti degli inquirenti hanno fatto salire a cinque il numero delle presunte vittime, che hanno descritto approcci “poco professionali” da parte del medico, il quale era solito rivolgere anche domande insistenti sulla loro vita privata e sentimentale. I fatti contestati si sarebbero consumati durante le visite presso un centro specialistico di Pozzuolo Martesana (Milano), dove Sgroi collaborava e dove, secondo la tesi dell’accusa, avrebbe approfittato della propria posizione e del ruolo rivestito per abusare delle donne. Per il professionista erano così scattati gli arresti domiciliari, misura a cui è sottoposto dal maggio 2025.

Nel corso del dibattimento è emerso che tutte e cinque le denuncianti sono già state risarcite dall’imputato e, di conseguenza, hanno rinunciato a costituirsi parte civile. La difesa di Sgroi, sostenuta dagli avvocati Domenico Chindamo e Stefano Toniolo, ha cercato di attenuare la gravità della posizione del 71enne, depositando anche una consulenza medico-legale relativa a presunti disturbi della personalità e facendo presente che, secondo quanto appreso in aula, in uno dei cinque casi non si sarebbe trattato di violenza sessuale.

Nello specifico, l’avvocato Chindamo ha chiesto al magistrato di valutare il caso sotto la fattispecie dei fatti di minor gravità o “maggior tenuità” richiesta che, se accolta, comporterebbe una riduzione della pena di un terzo. Qualora il giudice decidesse invece di accogliere in pieno la richiesta di condanna a 3 anni e 6 mesi formulata dalla pm, per Sgroi si profilerebbe comunque una rapida scarcerazione: avendo già scontato 13 mesi in custodia domiciliare, il residuo di pena scenderebbe sotto la soglia dei tre anni, limite che permetterebbe ai legali di richiedere l’affidamento in prova. Il giudice ha infine rinviato il processo all’udienza dell’8 luglio, giorno in cui, dopo le repliche di accusa e difesa, verrà emessa la sentenza.

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