Salute

Ospedale Maggiore di Crema: lavori per Medicina di Emergenza e Terapia Intensiva avviati

Proseguono i lavori di potenziamento all'Ospedale Maggiore di Crema, con cantieri per MEU e UTIR. Obiettivo: migliorare la risposta alle emergenze sanitarie

Ospedale Maggiore Crema
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Prosegue il percorso di ammodernamento e potenziamento dell’Ospedale Maggiore di Crema grazie ai finanziamenti del PNRR nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal D.L. 34/2020. Dopo la recente conclusione dei lavori di riqualificazione del Pronto Soccorso, sono stati avviati anche i cantieri per la Medicina di Emergenza e Urgenza (MEU) e per l’Unità di Terapia Sub Intensiva Respiratoria (UTIR), interventi strategici per rafforzare la capacità di risposta della struttura.

Si è intanto concluso l’intervento di differenziazione dei percorsi nel Pronto Soccorso, per un investimento di circa 600 mila euro. Un’opera che, pur senza impatti visibili per l’utenza, ha permesso una profonda riorganizzazione degli spazi e degli impianti. “Grazie a questa nuova configurazione – ha spiegato il direttore generale Alessandro Cominelli – il Pronto Soccorso è oggi in grado di attivare rapidamente percorsi separati e sicuri in caso di emergenze epidemiche, garantendo la tutela di pazienti e operatori”.

Contestualmente, per MEU e UTIR sono in corso adeguamenti edilizi e impiantistici che porteranno alla trasformazione dei posti letto in aree di terapia semintensiva, convertibili in intensiva in caso di necessità. L’obiettivo è completare gli interventi entro la fine dell’anno, con cantieri della durata rispettivamente di circa 200 e 150 giorni.

Per consentire i lavori è stata predisposta una riorganizzazione interna delle attività, con trasferimenti temporanei di reparti e servizi, garantendo comunque la continuità assistenziale. “La contemporanea realizzazione di interventi così rilevanti – ha aggiunto Cominelli – potrà comportare alcuni temporanei disagi, ma rappresenta un investimento strategico per la qualità e la sicurezza delle cure e per la capacità di risposta dell’ospedale”.

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