Cronaca

Ponte di via Cadorna, Draghetti all’attacco: “Crema paralizzata”

Nel mirino i disagi per residenti e lavoratori dei quartieri San Bernardino e Castelnuovo e la gestione dell'amministrazione comunale, accusata di non aver programmato per tempo una soluzione alternativa

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La chiusura del ponte di via Cadorna continua a far discutere e ad alimentare le polemiche politiche a Crema. A intervenire è Manuel Draghetti, che raccoglie e rilancia le preoccupazioni di molti residenti, in particolare dei quartieri di San Bernardino e Castelnuovo, alle prese con i disagi causati dall’interruzione del collegamento.

“In questi giorni sto ricevendo continue segnalazioni e lamentele da parte di tantissimi cittadini di Crema, in particolare dei quartieri di San Bernardino e Castelnuovo, esasperati per il senso di totale isolamento causato dalla chiusura del ponte di via Cadorna”, afferma Draghetti.

Secondo l’esponente politico, “le prime misure annunciate in pompa magna a sostegno delle attività economiche si rivelano purtroppo del tutto inutili e insufficienti. Inoltre, non c’è il minimo accenno, né per l’immediato né per il futuro, ad aiuti concreti per i residenti di due quartieri così popolosi”.

Draghetti sottolinea come la chiusura del ponte comporti conseguenze significative per la vita quotidiana di molte famiglie. “Per settimane, mesi o forse anni, queste famiglie saranno costrette a subire uno stress quotidiano inaccettabile e un pesante danno economico, dovuto al maggior consumo di carburante, con i prezzi già alle stelle, e alla perdita di tempo prezioso”.

Tra le criticità evidenziate vi sono gli spostamenti dei lavoratori, degli studenti e dei cittadini che devono raggiungere servizi e attività situati oltre il ponte. “Quali misure per i lavoratori di questi quartieri che si devono spostare in altre zone della città o per le famiglie con figli che devono andare a scuola senza la possibilità di attraversare il ponte o, ancora, per chi, banalmente, deve andare a fare acquisti necessari oltre il ponte?”, si chiede Draghetti, che richiama anche l’impatto ambientale dei percorsi alternativi più lunghi.

L’attacco si sposta poi sul piano politico e amministrativo. Secondo Draghetti, la situazione attuale sarebbe il risultato di anni di mancanza di programmazione. “Quattro anni fa i cremaschi hanno scelto, scientemente, di affidarsi a chi aveva già dimostrato, nei dieci anni precedenti, una totale mancanza di visione sul futuro di Crema e la totale incapacità di programmare gli interventi strutturali necessari”.

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