Cronaca

Così si raccontava Daniel, vittima del tragico incidente aereo

A 22 anni e già pilota di linea, il suo nome è tra i partecipanti di un'iniziativa lanciata dalla Libera Associazioni Artigiani

L'intervista a CR1 di Daniel Taino, nel 2021

Era un Cessna 152 della Canton Air l’ultraleggero su cui viaggiava Daniel Taino, l’istruttore di volo di Pianengo classe ’99 che nel pomeriggio di oggi ha perso la vita in un tragico incidente nei pressi dell’aeroclub di Valbrembo, nella bergamasca.

Come spiega il Corriere della Sera, secondo le prime informazioni – ancora al vaglio degli inquirenti – il 26enne stava compiendo quello che in gergo tecnico si chiama “touch-and-go“. L’operazione consiste nell’atterrare sulla pista e riprendere immediatamente il volo senza arrestarsi completamente. L’impatto con il primo palo sarebbe avvenuto proprio nella fase di risalita, quando il velivolo aveva già lasciato la pista alle spalle. Subito dopo, l’aereo avrebbe iniziato a ruotare, finendo poi per urtare anche il secondo palo. Incapace di riprendere quota, l’ultraleggero è andato a schiantarsi contro un’abitazione in via San giovanni Bosco, qualche centinaia di metri oltre il termine della pista dell’aeroclub. Insieme al giovane istruttore cremasco, trasportato in codice rosso all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in condizioni gravissime.

Per Daniel il volo è sempre stato un grande amore. Nel 2018 si diploma all’Istituto Aeronautico di Bergamo; nel 2021, quando di anni ne aveva solo 22 ed era già pilota di linea, il suo nome è tra i partecipanti di un’iniziativa lanciata dalla Libera Associazioni Artigiani per sostenere start up aperte da giovani. Daniel aveva così avviato una propria attività imprenditoriale dedicata alla fotografia, alle riprese aeree con droni e agli aeromodelli.

“Mi occupo di riprese con i droni e di tutto ciò che riguarda il lavoro aereo tramite questi strumenti e le telecamere collegate: aerofotogrammetria, riprese per il mercato cinematografico e per quello commerciale, pubblicità e video promozionali – raccontava ai microfoni di CR1 –. Piloto droni da moltissimo tempo: ho iniziato a 15 anni e, con il tempo, ho acquistato sempre più attrezzatura finché non è diventato una professione vera e propria“.

Una tragedia, questa, che non riesce a trovare spiegazioni: a certificarlo, anche le lacrime della madre di Taino, arrivata sul luogo dell’incidente nel tardo pomeriggio.

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