Cronaca

La montagna della Val Vallaro come medicina dell’anima per i malati di Parkinson

Esperienza in quota per gli atleti Rock Steady Boxing Crema Gerundo ed i soci dell’Associazione La Tartaruga ospiti del C.A.I. Crema nell'alta valle Camonica

Fill-1

Quando la malattia può lasciar spazio a nuove emozioni e nuove sensazioni, tra le rocce e il silenzio della Val Vallaro, nell’alta Valle Camonica in provincia di Brescia, con il tremore che pare quasi fermarsi, sopraffatto da qualcosa di più grande.

È quello che hanno vissuto, ospiti della Baita Sociale del Club Alpino Italiano – Sezione di Crema, gli atleti della RSB Rock Steady Boxing Crema Gerundo e i soci dell’Associazione La Tartaruga, impegnata da anni in città a sostegno della formazione e dell’informazione su attività di cura per la malattia di Parkinson e altri disturbi del movimento.
Una pratica sportiva innovativa, quella della boxe senza contatto, proposta dalla RSB Rock Steady Boxing Crema Gerundo, capace di incidere positivamente su diversi aspetti, dalla coordinazione all’ambito visivo, a yoga o danza, per contribuire a far riconquistare ai malati di Parkinson, capacità psicomotorie utili ad affrontare la vita quotidiana.

A Crema, la sezione Gerundo con passione e dedizione, porta avanti la diffusione di questa pratica sportiva, sostenuta dal Lions Club Crema Gerundo, sponsor e promotore sin dal 2019. Perchè non bisogna mai fermarsi davanti ad una diagnosi, ed è proprio per questo che, per chi convive quotidianamente con questa malattia neurodegenerativa, salire, e farlo anche solo per qualche metro, diventa un atto di resistenza silenziosa e potente.

Una due giorni all’insegna dell’energia, della convivialità e di una serena armonia, quelli che hanno avuto la possibilità di vivere i partecipanti, camminando tra i boschi, lontani dalla routine e dallo spazio angusto di una stanza.
Decisiva per la riuscita dell’esperienza la collaborazione e l’ospitalità offerta dalla Baita C.A.I. in Val Vallaro, grazie alla disponibilità di Gian Sesto Fusar Bassini, responsabile della struttura e punto di riferimento della sezione cremasca, dell’alpinista Filippo Ruffoni, reduce dalla recente conquista dei 6419 metri del Chulu West in Nepal, e del socio Mauro Sbunskovic: “Tre uomini di montagna che hanno saputo aprire non solo la baita, ma anche il cuore. Perché la montagna insegna proprio questo, che la vera vetta non è mai quella geografica. È quella interiore”, commentano gli organizzatori.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...