Timac Agro, Sassi: “Resilienza e filiera solida per sostenere gli agricoltori nella crisi”
L’azienda conferma continuità operativa e sostegno al settore agricolo grazie a una struttura integrata, alla rete internazionale del gruppo e a investimenti in ricerca e innovazione
In uno scenario internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche ed economiche, tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz e le conseguenti difficoltà di approvvigionamento delle materie prime per l’industria europea, Timac Agro Italia conferma la propria capacità di garantire continuità operativa e supporto al settore agricolo nazionale.
La società, attiva nella nutrizione vegetale e parte della multinazionale Groupe Roullier – presente in oltre 125 Paesi con più di 11 mila collaboratori e un fatturato superiore ai 3 miliardi di euro – beneficia di una struttura industriale integrata e di una gestione strategica degli approvvigionamenti delle materie prime, che le consente di affrontare le criticità della catena di fornitura globale.
“In un contesto complesso come quello attuale, caratterizzato da difficoltà logistiche e incremento dei costi delle materie prime come urea, fosfati e zolfo, la solidità del nostro gruppo rappresenta un fattore determinante – afferma Pierluigi Sassi, amministratore delegato di Timac Agro Italia -. Grazie alla dimensione internazionale di Groupe Roullier e a una pianificazione attenta degli approvvigionamenti, siamo riusciti a garantire continuità nelle forniture, assicurando un supporto costante agli agricoltori”.
La resilienza si conferma quindi elemento chiave del modello Timac Agro Italia, che può contare su una presenza capillare sul territorio nazionale, con due siti produttivi in Lombardia (Ripalta Arpina) e in Puglia (Barletta) e una rete di oltre 180 agronomi tecnico-commerciali. Una struttura che consente un affiancamento diretto alle aziende agricole in una fase cruciale della campagna primaverile, in particolare per colture strategiche come i cereali.
“Il nostro approccio – prosegue Sassi – si basa sulla capacità di fornire soluzioni agronomiche personalizzate e ad alto contenuto tecnologico, che consentono agli agricoltori di ottimizzare l’uso dei fertilizzanti, garantendo efficienza e resa. Questo è, in concreto, il significato di resilienza oggi”.
L’impegno in ricerca si consolida inoltre nel contesto delle celebrazioni per i 35 anni di attività in Italia, occasione in cui l’azienda ha promosso un momento di confronto internazionale presso il Centro Mondiale dell’Innovazione (CMI) di Groupe Roullier a Saint-Malo, in Bretagna, coinvolgendo la propria rete tecnico-commerciale e rappresentanti del mondo accademico, degli atenei Bocconi, Università del Sacro Cuore, Università di Udine e Università della Basilicata.
In un contesto di possibile scarsità di risorse e volatilità dei prezzi, Timac Agro Italia punta dunque su di un solido asse tra ricerca e industria, promuovendo innovazione, prossimità al cliente e trasferimento tecnologico per sostenere la competitività del comparto agricolo. In questa direzione si inserisce anche il progetto europeo ReLeaf, che coinvolge 17 realtà internazionali tra aziende ed enti di ricerca di 9 Paesi, con la partecipazione, per l’Italia, di Consiglio Nazionale delle Ricerche, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e, appunto, Timac Agro Italia. Il progetto è finalizzato allo sviluppo di fertilizzanti derivanti al 100% da materie prime provenienti da economia circolare.
“La tecnologia che metteremo in campo sarà volta a migliorare la salute e la qualità del suolo e, in un contesto geopolitico variabile, a mitigare la dipendenza dai fertilizzanti minerali importati al di fuori dell’Europa, consolidando un settore strategico come quello agricolo”, sottolinea Sassi.
“Investire in ricerca e creare connessioni tra impresa, agricoltori e università è fondamentale per affrontare le sfide future del settore – conclude Sassi -. La nostra missione è accompagnare questa transizione con soluzioni concrete, sostenibili e accessibili”.