Cronaca
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Comunità energetiche, Bergamaschi
tiene una lezione alla Bocconi

L’obiettivo è la sostenibilità energetica del territorio cremasco. Area non più solo semplice connotazione geografica come vedremo, che oggi – da protagonista – è salita in cattedra nell’Università Bocconi di Milano attraverso la “lezione” tenuta dal sindaco di Crema Fabio Bergamaschi. Il futuro tratteggiato, analizzato e sviluppato all’interno del Salone della Csr (Corporate social responsability) e dell’innovazione sociale, giunto alla decima edizione. Il territorio cremasco preso a modello per il lavoro che in squadra (tutti i Comuni ne sono coinvolti) sta prendendo forma attraverso la regia di Consorzio.It e che nello specifico porta il nome di ‘Comunità energetiche rinnovabili’. Modello che oggi ha varcato gli stretti confini locali per arrivare (anche a chi era collegato in streaming) in tutta Italia.

Le Comunità energetiche rinnovabili – va spiegato – sono un’associazione di utenti che condividono tutta l’energia da loro prodotta, da fonte rinnovabile, al fine di coprire il loro fabbisogno simultaneo. In definitiva una forma di coesione sociale.

E, fattore per nulla trascurabile, forma di sostenibilità energetica che potrà partecipare ai bandi che usciranno e che in ultima analisi significano finanziamenti attraverso il Pnrr e la Regione. Di qui l’auspicio che ogni Comune – entro fine anno – possa proporre un suo progetto, con Consorzio.It che a questo punto diventerebbe anche braccio operativo seguendo passo passo il necessario iter, fino arrivare alla costruzione degli impianti stessi.

In Crema, come ha spiegato Fabio Bergamaschi, sollecitato dalle domande di Luca Ferraiuolo (caporedattore di Askanews) e tendo conto del contesto urbano in cui le singole amministrazioni si muovono, c’è l’idea di individuare i “punti produttori” (cioè l’installazione di pannelli fotovoltaici o di altra energia rinnovabile) su alcune aree. Una ricognizione in tal senso è già stata fatta. Per esempio merita particolare attenzione il fabbricato dell’ex Polo universitario di via Bramante già fatto oggetto di rigenerazione, anche in considerazione della sua prossimità col comparto industriale. Ci sono poi proposte che arrivano dalla diocesi di Crema, da Ripalta Cremasca, Formigara, Fiesco, Pieranica. Solo l’inizio. E ancora, tenendo conto delle dimensioni di alcuni Comuni, l’individuazione di una “figura” come Consorzio.It che ha il merito di creare alleanze. Il modello Cremasco, da esportazione a questo punto. E il passaggio nella prestigiosa Università Bocconi ne è la dimostrazione.

“Il Cremasco – commenta Fabio Bergamaschi – si sta decisamente muovendo nella direzione della sostenibilità ambientale e vuole essere tra le esperienze di avanguardia in merito alle Comunità energetiche rinnovabili. Una sfida inedita e stimolante per la comunità, in particolare per la creazione di una nuova forma di collaborazione tra cittadini, pubblica amministrazione e soggetti privati, tutti tesi verso lo stesso obiettivo. In un periodo storico in cui il caro bollette mette in grave crisi famiglie e imprese e nel quale l’inquinamento ambientale ha raggiunto dimensioni preoccupanti, parlare di Comunità energetiche rinnovabili è qualcosa di sì innovativo, ma concreto.

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