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Pd cremasco: “Gli unici ad aver
avviato una discussione interna”

Il PD cremasco, a distanza di pochi giorni dalla vittoria del centrodestra alle elezioni, ha commentato tramite un comunicato stampa l’esito del voto alle urne.

“A qualche giorno dall’esito delle elezioni – si legge nel comunicato – rileggendo con più distacco i numeri ottenuti dai partiti si possono fare alcune considerazioni meno influenzate dall’emotività derivante dalla vittoria o dalla sconfitta. Ovviamente non si tratta di dare strane interpretazioni ad un risultato che è netto e indiscutibile: il centrodestra ha vinto le elezioni. Punto. Si tratta di avviare una riflessione un po’ più articolata, per cercare di immaginarsi un futuro, partendo dai dati che sono usciti da queste elezioni”.

“Una prima considerazione da fare riguarda l’astensionismo che è aumentato di dieci punti percentuali – scrive il PD cremasco – Negli ultimi vent’anni l’elettorato è sempre stato attratto dalla novità emergente. Ma le novità sono ad esaurimento e soprattutto svaniscono in poco tempo. Non è un caso che in questi anni nessuna maggioranza è riuscita a riconfermarsi nelle elezioni successive. Bisognerà che le forze politiche capiscano a fondo il fenomeno dell’astensionismo che preoccupa ancor di più se si guarda lo stesso fenomeno solo dall’angolazione dei giovani”.

Un commento poi sui numeri: “I numeri dicono che Fratelli d’Italia guadagna 5.800.000 voti, tutti gli altri partiti più rilevanti invece perdono voti. La Lega ne perde 3.200.000, Forza Italia ne perde 2.300.000 il M5S ne perde 6.400.000. Il Partito Democratico ne perde solo 800.000. Certamente un numero importante, ma di gran lunga inferiore a quello ottenuto dalle altre forze politiche. Con questi numeri è difficile spiegarsi come mai il Partito Democratico sia considerato dall’opinione pubblica il solo partito che ha perso le elezioni. E soprattutto perché Enrico Letta sia l’unico, tra i leader di partito, considerato quello sconfitto, quello che ha sbagliato tutto. Sono i numeri, che smentiscono questa tesi. Il PD, tra tutti i partiti che hanno perduto voti, è l’unico che ha avviato una discussione interna. Una discussione che speriamo non si limiti solo ai nomi della segreteria, ma sia capace di affrontare e risolvere temi che in questi anni sono rimasti sospesi come quale sanità vogliamo, quale welfare, quali diritti, quali politiche sul lavoro, quali tutele per l’ambiente”.

Il comunicato prosegue con una considerazione su Letta ed il ruolo di leadership nel partito: “Letta è ben consapevole che il Partito Democratico non è il partito di una persona sola, ma è un partito organizzato che prevede oltre alla segreteria, che è composta da 15 persone, anche una direzione nazionale composta da un centinaio di persone. Letta sa che i segretari del PD possono cambiare senza portarsi via tutto il partito. Altre formazioni invece vivono esclusivamente della luce riflessa del loro leader e una volta che il leader dovesse mettersi da parte, ecco che si spengono anche le luci della ribalta del partito Il Partito Democratico, peraltro, è una delle pochissime, forse sono solo due, forze politiche che non hanno mai aggiunto il nome del suo segretario al simbolo del partito. Forse sta proprio in questo piccolo ma significativo elemento la ragione per la quale il PD ha una vocazione nel cercare le alleanze e che, partendo proprio dal proprio nome, non fa dell’individualismo la propria missione politica”.

“Il PD, per tramite di Letta – prosegue il comunicato – ha cercato di mettere insieme una coalizione, prima con il M5S e poi con Calenda, riuscendoci solo con la Sinistra Italiana. Sappiamo tutti come sono andate le cose. Non è il caso di tornarci, il risultato ottenuto è frutto di diversi errori commessi da più parti, ognuno dovrebbe essere abbastanza onesto da assumersene una parte di responsabilità. Ci domandiamo cosa sarebbe successo se quel tentativo avviato da Letta di dare vita ad un campo ampio e progressista fosse andato in porto. E ci domandiamo se per il futuro vi siano alternative a quel progetto che aveva bisogno di tempo per essere veramente capito da tutti coloro che avrebbero dovuto farne parte. Un tempo che probabilmente ci sarebbe stato se si fosse andati a votare nella primavera 2023. Un tempo che ci auguriamo si possa trovare con calma, adesso che tutte le forze che si riconoscono nello stesso campo sono all’opposizione”.

“Poi un’ultima considerazione va fatta sulle persone su cui puntare – conclude il PD cremasco – Qui prendiamo ad esempio il caso di Crema dove il centrosinistra ha fatto segnare un 32% dei voti per la camera ed un 34% al Senato, ed il PD il 24% alla camera ed il 27% al senato. Numeri importanti. Un risultato che non è frutto del caso, ma di una saggia, paziente e attenta selezione dei candidati che sono stati scelti, oltre che per le loro capacità personali, anche perché erano rappresentative dell’elettorato del centro sinistra e vera espressione di un territorio. E una ripartenza non può non essere avviata senza guardare alle risorse che il territorio mette a disposizione. Tra qualche mese si tornerà a votare per la Regione Lombardia, ci auguriamo che tutti si arrivi a quell’appuntamento partendo proprio dall’esperienza fatta in queste elezioni”.

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