Cronaca
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Picchia più volte la madre:
arrestata ragazza di 23 anni

La mattina del 19 settembre i Carabinieri della Stazione di Cremona hanno arrestato una cittadina italiana di 23 anni, con precedenti di polizia a carico, in applicazione della misura del ricovero in una struttura REMS (residenza per l’esecuzione di una misura di sicurezza) disposta in aggravamento rispetto alla precedente misura di sicurezza della libertà vigilata.

Il provvedimento è la conseguenza di quanto accaduto lo scorso anno quando, a fine novembre, i carabinieri della caserma Santa Lucia erano intervenuti accorgendosi di una lite tra due donne che urlavano all’interno di un’auto in sosta. In quella circostanza hanno sentito una donna, la madre della 23enne, chiedere aiuto e la figlia, in forte stato di agitazione, insultarla, colpirla al volto e al corpo e chiederle con minacce dei soldi, accusandola anche di avere parcheggiato proprio davanti alla caserma dell’Arma.

La 23enne è stata bloccata e poi accompagnata in ospedale per gli accertamenti del caso, mentre la madre era entrata nella caserma e aveva denunciato una situazione familiare ormai insostenibile. Aveva riferito che quello non era un caso isolato, ma era vittima da circa due anni di continue richieste estorsive di denaro, in somme variabili, che la figlia pretendeva per acquistare sostanze stupefacenti. In caso di rifiuto la figlia urlava, spaccava degli oggetti e imbrattava le pareti di casa, minacciandola anche con dei coltelli per costringerla a consegnare il denaro.

La donna, inoltre, assumeva pericolose condotte quando la madre era alla guida afferrando il volante del veicolo e mettendo a rischio gli altri utenti della strada. In seguito la donna aveva presentato ulteriori denunce perché più volte la figlia l’aveva aggredita e malmenata per avere il denaro e in un’occasione l’aveva morsicata, strattonata e tirata per i capelli.

Le somme che doveva di volta in volta consegnare variavano tra i 20 e i 120 euro. Più volte la donna era dovuta ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso e aveva presentato ai carabinieri i referti medici stilati per le botte subite.

Per la figlia era stato disposto quindi l’allontanamento dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi alla madre e di comunicare in qualsiasi modo con lei. Le successive visite psichiatriche, il continuo abuso di stupefacenti e la pericolosità sociale della 23enne avevano portato il giudice a decidere per l’aggravamento della misura con l’applicazione della misura di sicurezza provvisoria della libertà vigilata in una struttura sanitaria per agevolare il trattamento terapeutico e farmacologico, imponendole anche una serie di prescrizioni.

Ma anche questo percorso non ha fornito gli esiti sperati e, al contrario, ha evidenziato un peggioramento del quadro comportamentale e clinico, tenuto conto di una condotta incompatibile con il percorso che stava seguendo. Quindi, il giudice ha disposto il ricovero in una struttura REMS al fine di rendere effettivo il percorso riabilitativo della donna e di contenere la sua pericolosità sociale.

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