Economia
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Inflazione e caro energia, Ruggeri:
"Vortice devastante per tutti"

La vicepresidente dell'Associazione Industriali è intervenuta a Sviluppo&Territorio

Nuova puntata ieri sera, mercoledì 6 aprile, di Sviluppo&Territorio, il programma ideato e condotto dal direttore di Cremona1 e CremaOggi Guido Lombardi. Il programma si è aperto con l’edizione del Tg Economia che ha trattato dei problemi legati all’aumento dei costi di energia e materie prime, ma anche dell’imminente firma per ufficializzare la costituzione dell’ATS che dovrà attuare il Masterplan 3C e la nascita della Fondazione di Lgh.

Nella parte centrale, il reportage realizzato dal giornalista Simone Arrighi a Spazio Moda, impresa specializzata in camicie di qualità di San Bassano. “Abbiamo investito molto sul tipo di prodotto e sulla sua evoluzione anche perché, essendo il lavoro fatto a mano, grandi investimenti sui macchinari non se ne possono fare”, spiega Rosy Cavalli che aggiunge: “La guerra per ora non ha portato a grosse difficoltà di approvvigionamento, ma quello russo è un mercato importante quindi sicuramente ne risentiremo più avanti anche se ora c’è la tendenza a riportare le produzioni in Italia e in questo ultimo mese abbiamo avuto un aumento degli ordini”.

Nell’ultima parte il direttore Lombardi ha ha intervistato sui temi di attualità Serena Ruggeri, vicepresidente dell’Associazione Industriali di Cremona. Dopo aver sottolineato il problema dell’inflazione, Ruggeri ha lanciato l’allarme riguardo all’aumento dei costi di energia e materie prime: “E’ un vortice devastante per tutti. Le aziende si trovano sostenere costi di energia e materie prime sempre più elevati e, anche se per ora si sta cercando di non ribaltarli sul cliente finale, con un aumento così crescente e continuativo si arriverà inevitabilmente a questo ribaltamento. Si ridurrà quindi il potere di acquisto delle famiglie che porterà ad una riduzione della produzione”. “In questa situazione – ha proseguito – le aziende non posso più produrre: il 16% delle imprese italiane ha ridotto o fermato la produzione, nei prossimi mesi il 30% stima di farlo. Significa che quest’anno la metà del sistema produttivo italiano sarà ferme”.

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