Cronaca
Commenta

Sanità territoriale: sindaci compatti,
ma "ex tribunale è problema di Crema"

Si sono riuniti questo pomeriggio, tramite piattaforma virtuale, i sindaci dell’Area Omogenea Cremasca, per discutere dei temi riguardanti la sanità territoriale. In seguito alla decisione di Regione Lombardia di realizzare due sole Case di Comunità per il Cremasco (che conta 160.000 abitanti) e di non utilizzare l’immobile dell’ex tribunale per quella cittadina, la politica ha deciso di farsi sentire.

I sindaci vorrebbero presentare all’Ente regionale anche la richiesta per la terza Casa di Comunità (la Legge prevede ve ne sia una ogni 50.000 abitanti, e nel distretto risiedono 165mila persone). Su questo tema i sindaci di Area Omogenea si sono trovati concordi, la maggior parte anche sul fatto che potrebbe sorgere a Castelleone, presso la fondazione Brunenghi, una struttura che presenta già caratteristiche ideali.

Unità d’intenti anche per quanto concerne il tema della carenza degli spazi dell’ospedale di Crema, che da anni deve pagare affitti ai privati. Giovanni Sgroi, sindaco di Rivolta d’Adda, ha criticato non le richieste da presentare, ma il metodo: “L’interlocuzione va attivata con Asst Crema, che sarà regista di tutte le operazioni”. Un ragionamento condiviso anche da Gabriele Gallina, primo cittadino di Soncino.

Sul tema dell’ex tribunale, invece, Crema sembra essere più “sola”. Sgroi ha sottolineato come quello del diniego di Regione sulla struttura di via Maccallè sia “un problema di Crema. Fontana e la sua Giunta hanno detto no; credo che incaponirsi sia una perdita di tempo”. Del medesimo parere anche Roberto Moreni, sindaco di Casaletto Di Sopra.

Stefania Bonaldi ha ricordato che è dal 2016 che si cerca di riqualificare l’ex tribunale in favore della sanità territoriale. “Fontana aveva preso un impegno, ha inviato tecnici regionali che ci hanno chiesto di adeguare la stabilità sismica e l’abbiamo fatto. I problemi saranno anche nostri – ha proseguito il sindaco del comune capofila – ma Regione ci deve indicare come risolvere il problema degli spazi mancanti all’ospedale e dove saranno collocati i servizi di via Gramsci. Il nostro interlocutore è la Regione, in alleanza con il direttore generale della nostra Asst”.

A sostenere la battaglia del sindaco Bonaldi sono intervenuti Castelleone e Spino d’Adda, così come i consiglieri regionali Matteo Piloni (Pd) e Marco degli Angeli (M5s), ma anche il sindaco leghista Stefano Samarati ha riconosciuto l’inadeguatezza della struttura di via Gramsci, “ma tralascerei comunque il discorso dell’ex tribunale”.

I sindaci hanno concordato di incontrare la dottoressa Ida Ramponi, direttore generale dell’Asst, per fare il punto sulla situazione.

Ambra Bellandi

© Riproduzione riservata
Commenti