Cronaca
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Strade di sangue: Cremona al terzo
posto per mortalità e incidenti gravi

Cremona terza provincia per mortalità e per gravità negli incidenti stradali: un dato che emerge dal dossier “L’incidentalità sulle strade della Lombardia nel 2020”, realizzato dal Centro di monitoraggio della sicurezza stradale di Regione Lombardia. Con 714 incidenti di cui 22 mortali e che hanno provocato 985 feriti, il nostro territorio ha un indice di mortalità pari a 3,1, e di lesività di 138: il terzo dato peggiore dopo quello di Mantova e Lodi per quanto riguarda i morti, il secondo dopo Mantova per quanto riguarda i feriti (in parità con Lodi). Anche l’indice di gravità degli incidenti stradali a Cremona è alto: 2,2%, dopo il 2,5% di Mantova e il 2,9% di Lodi.

Anche analizzando il dato del capoluogo di provincia, Cremona, la situazione non è brillante: la città è seconda nella graduatoria degli incidenti per numero di abitanti, subito dopo Bergamo, con 3,5 sinistri ogni mille abitanti. Quarta posizione invece per morti ogni cento incidenti, con un dato di 1,2, che supera grandi città come Milano, Brescia e Bergamo. Lo studio evidenzia anche come il 90% degli incidenti sia stato registrato sulle strade urbane.

Questi numeri disegnano una situazione preoccupante, sebbene poi lo studio evidenzi anche un risvolto positivo, da leggere analizzando un tempo più lungo: mettendo a confronto gli ultimi due decenni, dal 2001 al 2010 e dal 2011 al 2020, emerge come nelle province di Cremona e Sondrio i sinistri si siano dimezzati (-54%). Il dato, tra l’altro, riguarda sia il capoluogo sia la provincia.

CHI SONO LE VITTIME DELLA STRADA – L’analisi della mortalità per tipo di utenza della strada evidenzia come, nei centri urbani, le utenze vulnerabili siano particolarmente a rischio: basti pensare che tra le 52 vittime complessivamente registrate nei 12 comuni capoluoghi della Regione, 20 sono pedoni, 11 conducenti o passeggieri di motocicli, 9 di biciclette e 1 di ciclomotore. Tra le vittime causate da incidenti stradali, il 78,2% (248) erano uomini e il 21,8% (69) donne. Tra gli uomini, in genere, la classe di età più a rischio di incidenti mortali è quella degli ultrasessantacinquenni (68 vittime, 21,5% del totale), seguita dalla fascia di età dei 30-44 anni (39 morti, 12,3% del totale) e 45-54 anni (38 morti, 12% del totale). Anche per quanto riguarda le donne, il numero maggiore di vittime si registra fra le ultrasessantacinquenni (32 vittime, 10,1% del totale), seguite dalle 30-44enni (8 morti), dalle 45-54enni (5 morti).

CHI VIENE COINVOLTO INCIDENTI – La maggior parte degli incidenti stradali verificatisi in Lombardia nel 2020 ha coinvolto uomini tra i 30 e i 44 anni (18,2%), tra 45 e i 54 anni (13,9%) e ultrasessantacinquenni (9,1%). Le donne tra i 30 e i 44 anni rappresentano il 7,4%, quindi seguono quelle tra i 45 e i 54 anni (5,6%) e quelle con 65 o più anni (3,7%).

La struttura per età del ruolo dei feriti in incidente stradale evidenzia che, complessivamente, oltre il 60% dei conducenti feriti si concentra nella fascia di età 30-44 (27%) e 45-64 anni (33%) (Fig. 18). La maggior parte dei passeggeri feriti invece è rappresentata dalla classe di età 15-29 anni (35% del totale), seguita da 30-44 anni e 45-64enni (20%). Gli ultrasessantacinquenni e le persone tra i 45 e i 64 anni risultano le classi di età più frequenti tra i pedoni infortunati (rispettivamnte 32% e 27% del totale).

Laura Bosio

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