Cronaca
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Serra di "maria" in casa: "Senza
stipendio per colpa del Covid"

In una camera della loro abitazione in centro a Crema avevano una serra per la coltivazione di 14 piantine di marijuana, illuminate da un impianto hi tech molto potente, con apposite lampade ed apparecchiature di aerazione per facilitarne la crescita. Gli agenti del Commissariato di Crema hanno sequestrato le piante con infiorescenza, di diversa altezza e coltivate in vasi, e circa mezzo chilogrammo di stupefacente.

In arresto sono finiti un pizzaiolo di 50 anni di origini pugliesi e la sua compagna filippina di 41 anni, entrambi incensurati. Al termine del processo per direttissima, tenutosi oggi, il giudice ha sottoposto lui all’obbligo di dimora e lei di firma. Ora le piantine saranno analizzate per stabilire il principio attivo della sostanza stupefacente. L’udienza è stata rinviata al prossimo 23 dicembre.

Davanti al giudice, il 50enne si è preso tutta la responsabilità, dicendo di aver deciso lui di coltivare la marijuana, in quanto, per colpa del lockdown dovuto al Covid, per mesi non ha potuto lavorare e non ha percepito lo stipendio. Ha aggiunto di non essere un assuntore, ma di avere esclusivamente venduto la droga a qualche cliente, ricavando una somma di 5.000 euro in un anno. Da parte sua la compagna ha sostenuto di non essersi resa conto che si trattasse di un’attività illegale.

La polizia, grazie ad una segnalazione, ha fatto irruzione nell’abitazione della coppia e ha fatto centro. Quando gli agenti sono entrati in casa, la donna era intenta a manipolare il prodotto grezzo togliendo il fiore dalla piantina per poi deporlo in sacchetti per il completamento della lavorazione.

Durante la perquisizione sono stati trovati diversi involucri con semi di cannabis, bilancini ed altro materiale per il confezionamento delle dosi.

Entrambi i conviventi, difesi dall’avvocato Giuseppe Zaccaglino, sono accusati di coltivazione, produzione e detenzione di droga ai fini di spaccio.

Sara Pizzorni

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