Cronaca
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Società storica Cremasca, il 18
settembre giornata di studi danteschi

La bilbioteca comunale di Crema

Dopo tanti mesi di fermo a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, la Società storica Cremasca torna a proporre eventi in presenza, con due importanti iniziative, legate alla celebrazione di altrettanti centenari che ricorrono nel 2021: i 1600 anni dalla fondazione di Venezia e i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Entrambi si svolgeranno presso il salone Giovan Pietro da Cemmo – Centro Cultura Sant’Agostino.

Giovedì 16 settembre (ore 21) si terrà una lettura teatrale de: “Il discorso celebrativo per i cento anni della dedizione di Crema alla Repubblica di Venezia (1549)”, con le interpretazioni di Marco Nava (introduzione al testo), Ruggero Pilla (intermezzi musicali), Jacopo Zerbo (lettura testo).

Sabato 18 settembre (ore 10-13) appuntamento invece con una giornata di studi danteschi: “Il ms. 280 della Biblioteca Comunale “Clara Gallini” di Crema e altre presenze dantesche in città”, a cura di Marco D’Agostino e Nicolò Dino Premi. Intervengono: Francesca Berardi – Giampiero Carotti (Archivio Storico Comunale di Crema), Fabiana Baudo – Marco D’Agostino (Università degli Studi di Pavia), Milva Bollati (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Davide Checchi (Università degli Studi di Pavia), Nicolò Dino Premi (Università degli Studi di Verona).

Il tema principale del convegno è l’indagine, e quindi la valorizzazione, di un prezioso manoscritto miniato dell’inizio del XV secolo conservato presso la Biblioteca Comunale “Clara Gallini” di Crema. Si tratta del codice siglato ms. 280, contenente il testo della Commedia di Dante Alighieri con il commento di Benvenuto da Imola. In coda al testo della Commedia sono stati copiati i capitoli in terza rima di Jacopo Alighieri e Bosone da Gubbio (quest’ultimo incompleto). Il codice non è mai stato studiato a fondo e sono diversi gli interrogativi che rimangono ancora aperti e a cui si cercherà di rispondere.

In primo luogo, Francesca Berardi e Giampiero Carotti studieranno l’origine del codice e la storia della sua acquisizione cremasca. La presenza di uno stemma alla c. 1r, identificato come appartenente alla famiglia dei Covi, è una pista importante per indagare la genesi di un manufatto dalla storia movimentata: appartenuto in epoca moderna dapprima alla famiglia Valsecchi di Padova, passato tra le mani del letterato e dantista Agostino Palesa e quindi giunto alla Biblioteca di Crema per opera del cavalier Luigi Allocchio nel 1924. Accanto alla storia del codice si indagheranno anche i suoi caratteri paleografici e codicologici. Marco D’Agostino e Fabiana Baudo studieranno l’unica mano in gotica minuscola che verga il testo della Commedia e il commento e formuleranno ipotesi di ordine codicologico sull’incompletezza del codice, che risulta in molte parti non finito, e su alcune lacune rilevabili nella fascicolatura. Milva Bollati studierà invece per la prima volta le miniature e le filigrane.

Due miniature iconiche sono presenti alle cc. 1r e 128v (incipit dell’Inferno e del Paradiso); numerose sono poi le filigrane con decorazioni a motivi floreali. Lo studio delle miniature potrà mettere a frutto le ricerche recenti sull’iconografia dantesca dei secoli XIV-XV. Spetterà infine a Davide Checchi illustrare i testi contenuti nel codice a corredo della Commedia e situare la lezione del codice all’interno della tradizione della Commedia. Infine, Nicolò Premi si occuperà della figura di Nicolò Benzoni, appartenente alla nobile famiglia guelfa cremasca che tenne la signoria sulla città fino al 1423. Benzoni, infatti, si fece copista dell’importante manoscritto trivulziano 1058, contenente la Vita nuova e le rime di Dante. Il codice fu da lui trascritto nel 1425 a Treviso, dove si trovava in esilio insieme al fratello. Nello stesso volume il copista trascrive anche opere di Boccaccio, Petrarca e vari altri rimatori toscani, testimoniando il possesso di antigrafi toscani di grande rilievo da parte della famiglia. 

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