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Ospedale intitolato a Gino Strada,
il M5s apre: "Sia punto di partenza"

Il M5S Cremasco si trova d’accordo con la proposta del giornalista Alex Corlazzoli di intitolare l’ospedale Maggiore di Crema a Gino Strada, che rappresenta “il simbolo di una sanità pubblica ed ecumenica, da difendere”.

“La difesa del nostro ospedale – spiegano i pentastellati – è stato elemento d’unione di tutti i nostri Sindaci e di tutto il territorio quando la sua autonomia venne messa in discussione e oggi dobbiamo affermare, con un messaggio come quello di questa intitolazione, che la sanità pubblica non va depauperata, ma potenziata, resa più capillare e prossima ai cittadini”.
Essere curati è un “diritto universale e il messaggio che negli anni Gino Strada ha diffuso ovunque non può che rappresentare al meglio l’invito a potenziare la sanità pubblica anche nel il nostro territorio e nella nostra Regione, nella quale abbiamo visto negli anni fiumi di denaro (pubblici) riversarsi nelle casse della sanità privata”.
Per questo il M5s esprieme parere favorevole alla proposta dell’intitolazione dell’Ospedale a Gino Strada, con la quale “potremo rendere omaggio ad un grande medico del nostro Paese, ma soprattutto potremo rendere centrale ed inossidabile il vero senso dell’assistenza sanitaria e del sacrificio di chi lavora per garantire la nostra salute”.

 

“Tuttavia – sottolineano -, vogliamo affermare con altrettanta forza che non basta un’intitolazione per lavarsi la coscienza da decenni di scelte errate e nomine sbagliate, più o meno consapevolmente. L’intitolazione deve costituire un punto di partenza e non di arrivo, per far sì che Regione Lombardia cambi completamente approccio rispetto ad un sistema sanitario pubblico molto meno efficiente di quanto potrebbe e dovrebbe essere. I tempi di attesa per esami diagnostici fondamentali sono sempre più vergognosi per un Paese civile”.

“Per questo – concludono – ispirarsi al messaggio di Gino Strada può essere un modo per cambiare rotta rispetto ad una modalità di amministrare la Sanità di Regione Lombardia che ha mostrato e continua a mostrare tutti i suoi fallimenti, quotidianamente sulla pelle dei cittadini bisognosi di cure”.

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