Lettere
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Riflessione su Robert Schuman,
venerabile con il benestare del Papa

da Michele Fusari (presidente MCL del territorio - membro del comitato esecutivo nazionale)

Nell’elenco dei nuovi “santi e beati”, con decreto autorizzato approvato e pubblicato in questi giorni con il consenso di Papa Francesco, accanto alle dieci suore polacche trucidate dall’armata rossa tra il gennaio e il marzo del 1945 e a religiosi e religiose di nazionalità russa, italiana e spagnola, figura un nome di prestigio che appartiene alla politica: Robert Schuman, deputato del Movimento Repubblicano Popolare di ispirazione cristiano-democratica, ministro e Presidente del Consiglio francese. Il suo nome è legato insieme ad Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer soprattutto riguardo alla rinascita e all’unità dell’Europa dopo il grande conflitto tale da definirsi un “padre fondatore”. Nel riconoscere le sue “virtù” sottolineiamo le testimonianze di una vocazione personale fortemente segnata dal messaggio cristiano a difesa della giustizia sociale, ma soprattutto una costruzione politica che, come ha ricordato il Pontefice più volte pubblicamente nei suoi interventi, ha realizzato “il lungo periodo di stabilità e di pace di cui beneficiamo oggi”. Probabilmente quando nell’ottobre scorso Papa Francesco ha pubblicato l’Enciclica “Fratelli tutti” aveva in mente proprio la figura del grande politico europeo sottolineando, nel quinto capitolo, come l’azione politica, per essere feconda, deve avere alla base un “progetto condiviso”, una “identità comune fatta di legami sociali e culturali”, un orizzonte cui tendere che “tutto ciò trova espressione nel sostantivo popolo e nell’aggettivo popolare”. Nell’apprendere la notizia della venerabilità di Robert Schuman, non possiamo con la mente non andare ad un altro grande politico popolare che presenta le stesse analogie di impegno sociale e di generosa azione per la realizzazione dell’Europa: Alcide De Gasperi. Nel gennaio del 2016 ricordiamo la notizia che Papa Francesco ricevette in udienza privata la figlia Maria Romana De Gasperi la quale consegnò al Sommo Pontefice alcuni documenti inerenti il processo canonico di beatificazione che era stato aperto per il padre nel corso del 1993 e al quale Benedetto XVI, aveva più volte durante il suo pontificato speso parole importanti, chiare e forti. Potrà essere quindi che Schuman e De Gasperi possano avere in comune lo stesso destino, ce lo auguriamo, dopo che il loro impegno politico, in perfetta identità di vedute e di azioni, consentì di realizzare i primi passi decisivi per la costruzione della casa europea. Vale la pena ricordare che, negli anni difficili del dopo guerra, fondamentale fu quella che viene chiamata la dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950 che proponeva di “porre l’insieme della produzione franco-tedesca del carbone e dell’acciaio, sotto una alta Autorità comune, in una organizzazione aperta alla partecipazione degli altri Paesi”. Lo statista italiano colse l’importante significato reale di tale dichiarazione e delle successive iniziative che si avviarono per realizzare la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, primo serio tentativo di avere nell’Europa moderna un’autorità sovranazionale. Il sogno di Schuman e di De Gasperi contribuì in maniera fondamentale allo sviluppo del progetto, oggi ancora non del tutto compiuto, di unità politica dell’Europa. Aspettiamo quindi che questo asse umano e politico, di fede e di lungimiranza, si ricomponga e possa presentarsi alla venerazione di tutti i fedeli dell’Europa, per il grande merito di aver assicurato una pace senza precedenti e indicato e avviato la strada giusta alla quale restare coerenti, oggi ancor di più!

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