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Implementazione Masterplan 3C:
22 sindaci dissidenti

Giovedì scorso è stata recapitata ai comuni una mail del presidente della Provincia Mirko Signoroni con l’invito ad aderire alla Associazione temporanea di scopo (Ats) per implementare il Masterplan 3c. “L’iniziativa, concettualmente condivisibile, è lacunosa e imprecisa per gli aspetti economico-organizzativi, questione già emersa nei mesi scorsi in occasione della presentazione della proposta”, spiega Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco.

Per i sindaci che non condividono quanto proposto dal presidente della Provincia i Comuni più piccoli sarebbero “penalizzati in quanto dovrebbero versare pro capite un contributo decisamente superiore rispetto alle realtà territoriali maggiori”, perche le quote di adesione sono fissate per scaglioni definiti dal numero degli abitanti.

Le quote pro capite di Crema e Cremona “Sono notevolmente inferiori rispetto a un qualsiasi altro comune fino a 3000 abitanti. Ma anche quelli tra i 3.000 i 10.000 abitanti sono gravati da quote pro capite superiori alle due città più popolose della provincia. Una scelta discriminatoria e divisiva difficile da capire e da condividere”. 

Inoltre, nei documenti recapitati non viene indicato in maniera precisa su cosa consista l’implementazione: “Non una riga che dica: vogliamo fare questo e quest’altro e l’intervento programmato costa questi euro. Se non si conosce il costo dell’operazione, con che criteri si stabilisce la cifra da raccogliere dai comuni? E poiché non si sa quanti comuni aderiranno, viene da dedurre che il progetto sarà tarato su quanto verrà incassato, un metodo che non è dei migliori”.

L’accordo ha una durata di 3 anni, le quote sono annue, e i comuni della provincia di Cremona sono 113.  “Anche ipotizzandoche alcuni comuni non aderiscono non è si è lontani dal vero se si ipotizza che le cifre in gioco siano significative”.

Infine, l’articolo nove dell’accordo proposto prevede che «tutta la documentazione e le informazioni di carattere tecnico e metodologico, fornite da uno dei soggetti attuatori ad un altro, dovranno essere considerate da quest’ultimo di carattere riservato». “È sorprendente che documenti relativi alla pubblica amministrazione e pagati dagli stessi comuni siano da considerare riservati. Per tutto questo abbiamo deciso di non aderire alla proposta dell’amministrazione provinciale”.

I sindaci che non aderiranno:

Agarossi Mauro, sindaco di Ticengo

Aiolfi Paolo, sindaco di Bagnolo 

Barbati Angelo, sindaco di Trescore Cremasco

Bertoni Rosolino, sindaco di Palazzo Pignano

Bonaventi Piergiacomo, sindaco di Pandino

Bonazza Aries, sindaco di Ripalta Cremasca

Bricchi Oreste, sindaco di Acquanegra Cremonese

Cominetti Graziano, sindaco di Pescarolo e uniti

Conti Gianantonio, sindaco di Vescovato

Gallina Gabriele, sindaco di Soncino

Grassi Antonio, sindaco di Casale Vidolasco

Guercilena Elisa, sindaco di Quintano

Guerini Rocco Matteo, sindaco di Credera Rubbiano e consigliere provinciale

Guerini Rocco Agostino, sindaco di Campagnola Cremasca

Marani Nicola, sindaco di Salvirola

Marcarini Mariella, sindaco di Trigolo

Moreni Roberto, sindaco di Casaletto di Sopra

Paladini Paolo, sindaco di Vailate

Polla Attilio, sindaco di Romanengo

Rottoli Luigi, sindaco di Corte de Cortesi

Sisti Alberto, sindaco di Castelvisconti e consigliere provinciale

Suardi Massimo, sindaco di Derovere

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