Cronaca

Commissione Garanzia, il Comune:
"La piscina va riaperta a giugno"

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Si è svolta ieri pomeriggio la Commissione Garanzia riguardo la questione del Centro Natatorio “Bellini” di Crema, alla presenza dei consiglieri (alcuni dei quali collegati da remoto), del sindaco Bonaldi e dell’avvocato Maurizio Zoppolato, incaricato dal Comune.

Il legale ha ricostruito la vicenda a partire da fine ottobre 2020, quando Sport Management – attuale gestore del centro – ha fatto richiesta di concordato preventivo. “La situazione con SM era complicata già prima della pandemia e, con questa, è esplosa – ha esordito Zoppolato – Ha chiesto un intervento pubblico per emergenza e poi presentato domanda di concordato in continuità”. Questa misura permette all’impresa di congelare i proventi e proseguire attività, confidando nella prospettiva di ristabilirsi. SM, però, non ha presentato insieme alla richiesta di concordato, un piano di rientro per i creditori; anzi: ha fatto domanda per una proroga al Tribunale (non concessa). Alla vigilia del proniunciamento ha dunque ritirato il concordato e l’udienza – fissata per il 6 maggio – è saltata. Una condotta “un po’ opaca”, l’ha definita Zoppolato che tiene per altro la spada di Damocle del fallimento sospesa su SM. Per questo la società ha scelto di affittare un ramo aziendale (a PRIME, costola della spagnola Forus), nell’intento di presentare una nuova domanda di concordato entro il 21 maggio, tentando di evitare il fallimento. Successivamente sotto l’egidia del Tribunale si svolgerà la procedura per affidare la cessione tout court del ramo d’azienda.

La risposta del Comune di Crema ha un approccio “estremamente rigorso” riguardo l’affitto del ramo aziendale. Anzitutto il Tribunale deve approvare il nuovo piano concordatario, perché non possiamo stipulare un accordo con il rischio che la società fallisca”. SM ha comunque chiesto al comune una revisione di massima delle condizioni contrattuali, e l’Amministrazione ha posto dei “paletti”:

  • proroga della concessione di un anno (quindi fino al 2041)
  • restituzione dei 150.000 euro con rateizzazione in 4 anni (fino al 2025), garantita con fidejussione bancaria o assicurativa da consegnare al Comune al momento della stipula dell’eventuale contratto
  • assunzione di Prime degli obblighi in convenzione compresi interventi di manutenzione, inclusi quelli di manutenzione straordinaria non svolti da SM

“Fermo restando che prima di approvare qualsivoglia accordo si vuole vedere contratto di affitto del ramo di azienda e l’approvazione del tribunale al concordato”, ha aggiunto Zoppolato.

Ciò che più preoccupava i consiglieri presenti in Commissione era se la piscina avrebbe o meno aperto per la stagione estiva. Da questo punto di vista Zoppolato ha rassicurato l’assise: “L’apertura avverrà i primi di giugno, che poi sia Prima a gestire l’impianto, in questa fase, non ha particolare rilevanza. Se il centro non dovesse aprire, potremmo contestare l’inadempimento”.

Tra le ipotesi, ma come ha specificato il legale “non abbiamo la sfera di cristallo”, c’è quella che vede il Tribunale di Verona negare il concordato a SM. Si risolverebbe così la convenzione, lasciando la gestione a Prime fino a una nuova gara. Ma il centro “Bellini” sarebbe comunque fruibile. “Il nostro interlocutore – ha ribadito più volte l’avvocato – è, attualmente, Sport Management”.

Ambra Bellandi

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