Cronaca
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Riccaboni: "La nuova tassa è
una ruberia ai commercianti"

Lo scorso 28 aprile l’amministrazione comunale di Spino d’Adda ha approvato una nuova imposta per i titolari di esercizi commerciali e partite Iva. Il Canone Unico Patrimoniale sostituisce la tassa di occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP), il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP), l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (ICP e DPA), il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP), il canone per l’occupazione delle strade.
“Come al solito non è stata data alcuna comunicazione”, attacca il consigliere di minoranza Paolo Riccaboni. “Si prevede un ‘livello di pressione impositiva uguale a quello raggiunto con il prelievo precedente. Ma qui viene il trucco: pari a quello degli anni 2017-2019, saltando volontariamente l’anno 2020. Perché? Perché nell’anno della pandemia il gettito si è ridotto notevolmente, come ovvio (molti sono stati chiusi, tutti hanno lavorato meno), e in larga parte è stato coperto dallo Stato centrale”.
Riccaboni paragona l’amministrazione a una “sanguisuga che chiede di pagare ai pochi negozianti sopravvissuti ai fallimenti, con fatturati più che dimezzati, cifre spropositate. Insomma, si fa fatica a stare in piedi, e l’amministrazione Poli-Galbiati spara alle gambe”. 
Il consigliere sottolinea anche che “negli ultimi 4 anni non un solo evento a sostegno del commericio è stato fatto e che a loro sono stati sottratti i fondi destinati poi a delle altalene. Non è stato dato alcun aiuto agli esercenti del paese e quest’ultimo è uno scandalo al limite della ruberia. Abbiamo chiesto di ripensarci, abbiamo dimostrato che è sbagliato chiedere così tanto a chi sta lavorando così poco, chiedere di più a chi lavora di meno. Non ci hanno ascoltati. E naturalmente abbiamo votato contro”.
Il consigliere Riccaboni

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