Cronaca
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Al cremasco Stefano Bernardi
il premio “Gianni Barba” della Sinu

Prestigioso riconoscimento per il cremasco Stefano Bernardi, che al termine del Congresso Nazionale della Società di Nutrizione Umana (SINU), conclusosi oggi in modalità online, si è visto conferito il premio “Gianni Barba”, per il migliore lavoro scientifico nell’ambito della nutrizione, pubblicato su riviste peer reviewed nell’ultimo anno. “Nell’edizione del 2019 a Genova, l’ultima svoltasi in presenza, avevo avuto un riconoscimento legato al dottorato in Statale ed ora, a conclusione del progetto di ricerca, questo premio”, dice Stefano Bernardi, cremasco di Ombriano come tiene a precisare. Ed il premio è di grande rilevanza nel panorama scientifico, proprio perché giunto al termine dell’appuntamento organizzato dalla Sinu, con circa 900 studiosi di nutrizione umana, collegati da tutta Italia.
Lo studio. Il Congresso Sinu che riunisce i più importanti studiosi nel campo della nutrizione, raccoglie tutte le novità relative a questo argomento, non solo a livello italiano, ma anche europeo. Si devono proprio all’attività della Sinu, le linee guida per una corretta alimentazione (i cd LARN ndr). Annualmente, in ricordo dello storico ricercatore del Cnr, Gianvincenzo Barba, esperto di malattie metaboliche vascolari, di scienze dell’alimentazione e segretario nazionale Sinu, la società conferisce il premio che quest’anno è andato al prof. Bernardi. Lo studio a cui ha partecipato il giovane ricercatore cremasco, ‘JPI MaPLE’, recentemente pubblicato su Clinical Nutrition, vede il coordinamento dell’Università Statale di Milano e la partnership dell’Università di Barcellona e del Quadram Institute di Norwich. L’analisi dei dati studiati da Bernardi hanno avuto quale oggetto la valutazione dell’effetto di una dieta ricca in polifenoli, sulla modulazione della permeabilità intestinale in un gruppo di soggetti anziani. In altri termini, qual è l’effetto dell’inserimento corretto nella dieta di alimenti ricchi di polifenoli (ad esempio, mirtilli, arancia rossa, cioccolato fondente) rispetto all’azione sugli equilibri dei microrganismi intestinali. “Si tratta di uno dei pochi studi di queste tematiche attualmente in circolazione” aggiunge Bernardi che, dopo la laurea in alimentazione e nutrizione umana, circa 2 anni fa ha completato anche il dottorato di ricerca in scienze per i sistemi alimentari, sempre alla Statale di Milano.
Ringraziamenti. Nel corso della relazione e sul profilo social, i ringraziamenti che Stefano Bernardi ha voluto estendere “alla Sinu e ai co-autori del lavoro, alla JPI e alle agenzie di fondi nazionali che hanno finanziato il progetto, alla Fondazione OIC Padova, a tutti i volontari e a tutte le aziende che hanno contribuito al progetto ed a tutti coloro che hanno supportato le attività di ricerca di questi anni”.
‘Avere curiosità’. Tra un impegno e l’altro, Bernardi, che è anche apprezzato musicista degli Overdreams, è impegnato in quanto componente del gruppo giovani della Sinu, in azioni di divulgazione scientifica a vari livelli, accademici e non. Ha collaborato per attività di tutoraggio ed assistenza universitaria e recentemente ha anche vissuto una parentesi da docente di scienze degli alimenti presso l’Istituto Sraffa di Crema. “La formazione è a tutti i livelli importante ed è il metodo utilizzato che fa la differenza – osserva Bernardi – Nella scuola superiore, rispetto al mondo accademico classico è naturale che le informazioni siano più ridotte, ma fondamentale è fornire le basi, per questo invito sempre gli studenti ad avere la curiosità di scoprire sempre qualcosa di nuovo e avere passione rispetto ai vari argomenti affrontati. Solo così – conclude il ricercatore – si può emergere, a scuola, ma anche nel mondo accademico”.
Ilario Grazioso

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